GP di Montecarlo: la roulette rossa

Pubblicato: 25 maggio 2008 da Dadi in Automobilismo, Formula 1, Motori, Sport
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La corsa mondana che si corre sull’asfalto di Montecarlo, nel nobile Principato di Monaco, è una delle idiosincrasie della Formula 1 moderna.
Dovrebbe piacere a Bernie Ecclestone, lui che predilige e vorrebbe tutte corse cittadine.
Solo a lui e ai miliardari sponsor, che amano mettersi in vetrina tra i bristrot e i grand hotel della città monegasca.
Non ha nulla di logico: tortuosa, lenta, dove superare è impossibile anche soltanto a pensarlo, con pochissime vie di fuga e molti guard-rail a minacciare ogni songolo metro percorso a oltre 250 km/h.
 
Di norma ogni anno è stato caratterizzato dal gioco a eliminazione. E non ha fatto sconti questa edizione.
Hanno molto pagato i piccoli errori che sono stati commessi; errori che a Montecarlo diventano significativi perché ti viene perdonato veramente molto poco.

Tutti hanno segnato il taccuino degli incidenti, delle uscite di pista oppure dei testacoda. Qualcuno (Hamilton, per esempio, che ha rotto il pneumatico contro il guard-rail a inizio gara) ha sofferto poco, mentre altri sono stati meno fortunati.
Sfortunato Fernando Alonso che ha avuto tante noie dalla sua Renault. Sicuramente Come il suo compagno, il figlio del grande Piquet, che non è riuscito proprio a capire come guidare a Montecarlo una F1.
Sfortunatissimo Adrian Sutil che stava portando la sua Force India in cima al 4° posto a pochissimi minuti al termine prima di essere tamponato da Räikkönen nel tentativo di recuperare una gara tutta in salita.
Lo stesso Kimi è stato bersagliato da un’enormità di eventi (a cominciare dal drive-trought perché la squadra ha chiuso il setting della monoposto dopo il tempo consentito e fino al già citato incidente con Sutil, non certo voluto, ma sicuramente determinato da un’ingenuità del finlandese che in fondo al rettilineo del tunnel – forse per colpa di un po’ d’umido sull’asfalto, forse per un bilanciamento errato della ripartizione sui freni – in frenata ha mandato in pendolo la sua F2008 e non è riuscito a evitare l’impatto con la Force India del pilota tedesco).
Spettacolare infine la carambola con doppia sponda di Nico Roberts che ha sbattuto la sua Williams alla esse dopo il tabaccaio, riducendola a un ammasso di rottami che ha obbligato l’entrata della safety car a una 15na di giri al termine.

Vince alla grandissima Lewis Hamilton rilanciandosi nuovamente come pretendente all’iride mondiale e – grazie al contemporaneo 9° posto di Räikkönen – attuale leader della classifica piloti. Forse un po’ da puzzoni, speriamo sempre che l’anglocaraibico caschi sulla buccia di banane. Ma la sua gara è stata fenomenale: ha sbagliato pochissimo, è stato anche un po’ fortunato, ma ha grande merito nella vittoria odierna. Oltre a guidare una vettura che sulla pista del Principato si è comportata in modo fantastico; mai ha dato segni di cedimento, sempre veloce ed equilibrata. Oggi Hamilton-McLaren meritano il 10.
Secondo sotto la bandiera a scacchi è arrivato Robert Kubica (4° in classifica) grazie a una condotta di gara lineare: credo sia il solo che non abbia commesso il minimo errore in tutta la competizione e che anzi ha sfruttato lui l’errore di Massa.
A chiudere il podio, Felipe Massa; il ferrarista riesce appena un po’ a mitigare la delusione di una giornata storta. Certo che se Räikkönen avesse pensato al mondiale avremmo avuto il finlandese ancora in testa al mondiale con 2 punti di vantaggio sull’inglese della McLaren e 5 punti in più alla classifica costruttori. Ma a questo punto del campionato va bene così.

Da citare Sebastian Vettel che è entrato tra la top-five con la sua Toro Rosso; tante delusioni hanno avuto quelli della STR (basta vedere la classifica sotto degli incidenti dall’inizio del mondiale a oggi). Ma per qualche ora si brinderà copiosamente per questi fantastici primi 4 punti; nella cornice di Montecarlo è ancora più dolce.
E anche se non ha portato punti in cascina, sarebbe sciocco infine dimenticarsi della grandissima gara di Adrian Sutil: guidava una Force India, la monoposto che di norma si classifica ultima e penultima (insieme al compagno Fisichella, che pure oggi ha deluso le aspettative) e vedere le bandiere blu sventolare davanti a Kovalainen (McLaren-Mercedes) affinché desse strada al tedesco è stato uno spettacolo. Peccato che l’errore di Kimi Räikkönen gli ha privato di scrivere la sua pagina nella storia.

Che il GP di Monaco fosse poco favorevole alla rossa lo si sapeva già da tempo. Per bilanciare la monoposto nei circuiti lenti, gli ingegneri di Maranello ne avevano accorciato il passo, rispetto a quella del 2007. E i risultati sembravano ragiunti: di buonissimo auspicio era stato il 1° e 2° posto in griglia ottenuto nelle qualifiche di ieri.

Ma la dea bendata non ha voluto premiare il cavallino e ha alternato condizioni di asfalto mutevoli nel corso di tutta la competizione.
Si parte sotto una pioggiarellina che obbliga i team alla scelta delle gomme intermedie; non senza qualche perplessità: di qui l’errore commesso dalla scuderia corse Ferrari sull’auto di Räikkönen.
Dopo pochi metri la pioggia si fa’ più insistente, allagando la pista.
In questo momento le 2 Ferrari, la McLaren di Hamilton e la BMW di Kubica viaggiano ad andatura più o meno simile.
Però nel corso della corsa, smesso di piovere, la pista comincia lentamente ad asciugarsi.
Il problema è che le temperature non sono alte e il cielo è coperto da nubi (che spesso minacciano nuove precipitazioni). Così l’asfalto è costantemente bagnato. Ovvero non dava confidenza per l’utilizzo delle gommature da asciutto. Almeno non prima dell’ultimo quarto di gara.
In questa fase abbiamo il momento peggiore per le rosse. Kimi fa’ fatica e Massa da un lato perde terreno dal battistrada Hamilton e in più viene rapidamente avvicinato da Kubica. Si vede che le Ferrari stentano. Spiegazioni?
Poche; ma credo verosimile che la Ferrari avesse immaginato condizioni meteorologiche differenti. E così non è riuscita a recuperare, anche perché – ormai è cosa nota – dopo le qualifiche le auto vengono congelate e non è più possibile toccare il setting, qualsiasi cosa possa succedere il giorno dopo: il che mi pare veramente una gran boiata!

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=13121&cat=sport

Fra 2 settimane ci sarà un’altra corsa solitamente terribile per la Ferrari, a Montreal in Canada. Dovranno lavorare molto gli uomini in rosso per far dimenticare la pessima trasferta monegasca.

Chiudo con la solita classifica dei ritiri. La STR un punticino lo incamera pure oggi (dovesse farle male portare entrambe le vetture sotto la bandiera a scacchi). Scala la classifica anche la Force India che con i ritiri di entrambe le auto raggiunge il 2° posto, in comproprietà con la Renault.

Dopo 6 gare:

1. Toro Rosso   9 (7)
2. Renault   5 (3)
3. Force-India   5 (3)
4. Honda   3 (3)
5. Red Bull   3 (3)
6. Toyota   3 (2)
7. Williams   3 (2)
8. Ferrari   3 (1)
9. Super Aguri   3 (1)
10. BMW   1 (1)
11. McLaren   1 (1)
         
  (incidenti)      
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