Le leggi di mercato non valgono per l’automobile

Pubblicato: 28 maggio 2008 da Dadi in Automobilismo, Economia, Mercato
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Non è una novità.
Da quando ho un minimo di ragione (ovvero da qualche anno appena, me lo dico da solo che faccio prima 😉  ) ricordo la frase abituale che vuole gli automobilisti tra i cittadini (e contribuenti) più tartassati.

Bollo auto, assicurazione RCA obbligatoria, passaggio di proprietà, benzina (nota dolente), cui si sono aggiunti da qualche tempo il bollino blu per l’emissione dei gas di scarico, la revisione ogni 4 anni, oltre alle numerose direttive sul rispetto delle leggi anti-inquinamento (i vari Euro 3, 4, etc.), ZTL e parcheggi in fascia blu (a pagamento)…
Senza dimenticare la voce più significativa e importante che crea il primissimo imbarazzo, ‘il prezzo d’acquisto‘ del mezzo.

Non è mai stato banale, in ogni tempo. Ma oggi, a mio modo di vedere, supera ogni senso logico e morale.
Anche il prezzo del carburante è cresciuto in modo indicibile. Ma in questo caso la spiegazione – se vogliamo – è già più plausibile: ci stiamo affidando a un sostentamento che è inevitabilmente in via di esaurimento e quindi chi lo ha (e lo vende) se lo fa pagare caro; anche perché se nessuno fa’ seriamente nulla per togliersi dal vincolo oro nero… L’errore se vogliamo è questo ottusismo!

Torniamo alla questione.
Mi è capitato di trovare un vecchio Quattroruote. Vecchio? Stiamo parlando di giugno del 2001. Quindi 7 anni esatti indietro da oggi. Dopo un po’ di eccitazione nel rileggere i servizi di oltre un lustro fa’, mi sono soffermato notando i prezzi di quotazione. All’epoca si era fuori euro (anche se venivano proposte entrambe le voci… ma sempre prima la compianta LIRA).
E ho preso alcuni esempi in comparazione per vedere se e quanto le vetture sono aumentate. La scelta è casuale, in esame di varia nazionalità, stile, categoria, classe e motorizzazione.
Ho preso quindi una dozzina di macchine. Ve le propongo di seguito.

Vetture in listino nel giugno 2001
Casa Modello Versione alimentaz. KW Prezzo Lire Cambio Euro Delta
Alfa Romeo 147 2.0 16V TS Distinctive 5 p benzina 110       46.317.000     23.920,73  
Audi A3 1.9 TDI 3 p Attraction diesel 96       47.166.000     24.359,21  
BMW 330d Touring diesel 135       71.392.000     36.870,89  
Chevrolet Corvette V8 5,7 Cabrio benzina 253     133.092.000     68.736,28  
Ford Fiesta 1.6 16V 3p Zetec-S benzina 74       22.242.000     11.487,03  
Lotus Elise   benzina 90       69.673.000     35.983,10  
Peugeot 206 1.6 16V CC benzina 80       32.892.000     16.987,30  
Peugeot 406 2.2 16V Hdi Coupé Plus diesel 98       61.692.000     31.861,26  
Seat Leon 1.8 turbo 20V Sport benzina 132       38.646.000     19.958,99  
Smart ForTwo Cabrio & Passion Cdi diesel 30       27.292.000     14.095,14  
Volkswagen Golf 1.8 turbo GTI 3 p benzina 110       43.812.000     22.627,01  
Volvo C70 2.4 turbo 20V T5 Cabrio benzina 142       82.487.000     42.600,98  
               
Vetture in listino a maggio 2008
Casa Modello Versione alimentaz. KW Prezzo Lire Cambio Euro Delta
Alfa Romeo 147 2.0 16V TS Distinctive 5 p benzina 110       44.613.597     23.041,00 -3,7%
Audi A3 1.9 TDI 3 p FAP Attraction diesel 77       50.732.210     26.201,00 7,6%
BMW 330d Touring Eletta diesel 170       83.551.987     43.151,00 17,0%
Chevrolet Corvette C6 6.2 V8 Convertible benzina 325     149.172.177     77.041,00 12,1%
Ford Fiesta 1.6 16V 3p S benzina 74       27.981.038     14.451,00 25,8%
Lotus Elise S benzina 100       75.605.535     39.047,00 8,5%
Peugeot 207 1.6 16V Vti CC Tecno benzina 88       37.662.388     19.451,00 14,5%
Peugeot 407 2.0 16V Hdi FAP Coupé diesel 100       62.253.017     32.151,00 0,9%
Seat Leon 2.0 TSI FR benzina 147       47.585.772     24.576,00 23,1%
Smart ForTwo Cabrio Passion Cdi diesel 33       30.004.440     15.496,00 9,9%
Volkswagen Golf 2.0 16V TFSI 3 p GTI benzina 147       52.668.480     27.201,00 20,2%
Volvo C70 2.5 T5 Momentum benzina 162       84.326.495     43.551,00 2,2%

Il tentativo è stato quello di commisurare le vetture per analogia (la BMW serie 3 è cambiata, è vero, ma può e deve essere presa a comparazione, perché questa attuale segue e sostituisce la precedente; mentre non lo si può fare tra la Mini del 2000 e quella attuale, in quanto le 2 di identico portano solo il nome).
Nella tabella sopra, si può notare come quasi tutte siano cresciute in prezzo. A eccezione della Alfa 147; ma in questo caso dovremmo dire che solo il 3,7% in meno è pure molto poco, tenendo conto che le due vetture del 2001 e del 2008, a parte pochi dettagli stilistici, sono praticamente identiche, persino nella parte meccanica.
Aumenti che in molti casi sono assolutamente assurdi: pagare il 17% in più per una BMW touring oppure addirittura il 20% per la Golf GTI. Persino il 10% per una Smart mi sembra incredibile.
So che sto parlando di una vettura sportiva, ma l’attenzione mi è caduta sulla Honda S2000, una spider che è rimasta immutata stilisticamente e tecnologicamente dal 2001 a oggi. Ebbene sul listino di 7 anni fa’ era quotata 67.342.000 lire, corrispondenti a €34.780. Oggi costa €42.801 (il 23% in più). Va bene che l’hard-top oggi è incluso tra gli optional di serie, però…

Qualcuno potrà controbattere che la tecnologia, lo sviluppo, le nuove frontiere in tema di sicurezza (attiva e passiva) e in termini di elettronica votata a dare migliori prestazioni a minor impatto di emissioni, oltre a tutte le diavolerie che comportano il confort e tranquillità di marcia e vita a bordo (pensiamo agli airbag, al climatizzatore elettronico, all’ESP, etc.) hanno influito in modo significativo sull’aumento dei costi.
Gli stessi allora mi dovrebbero far comprendere per quale ragione altri beni durevoli sempre a notevole tecnologia hanno subito eventi diametralmente opposti.
Pensiamo innanzitutto ai telefoni cellulari, divenuti decine di volte più complicati e completi, tecnologici, avanzati, performanti e minuscoli e ciò non di meno i loro prezzi si riducono in modo significativo anno dopo anno: nel 2000 comprai il Motorola v3690, per capirci il primo dattero, che pagai 850.000 lire, al cambio qualcosa meno di 440 euro (pure poco: fu un’offerta presa in un mega store perché il prezzo di listino dell’epoca era intorno al milione); provate a cercare cosa comprare con questa cifra: il 90% praticamente dell’offerta sul mercato (ad eccezione di alcuni molto avanzati – tipo gli smartphone – oppure le ultimissime novità). E’ facile persino prendere il top della gamma Nokia, l’N95 8 GB.
Altro esempio? i personal computer; questi si evolvono in modo strepitoso, raggiungendo livelli prestazionali impensabili un anno sull’altro. Eppure i prezzi invece di aumentare decrementano con la stessa proporzione della crescita della memoria RAM; specialmente se pensiamo ai portatili. Un Compaq Presario Pentium 3 (512 di RAM e disco rigido da 60GB) nel 2003 costava circa 1.400 euro; prendendo oggi un moderno HP Pavillon dv9580 (Core 2, 1,8 Ghz, 2GB di RAM, HDD da 120 GB + 120 GB e monitor panoramico da 17 pollici) ti restano almeno 150 euro, sulla cifra del vecchio Presario.

I più intrasigenti troveranno ancora di che storcere il naso sugli esempi di sopra, adducendo che la tecnologia dei cellulari e dei computer si evolve molto rapidamente e che la durata media di un prodotto è di un paio di anni; ovvero il turn-over è molto veloce, la domanda e l’offerta più frenetica. Viceversa l’automobile è un bene molto più durevole.

A parte che avrei di che ridire su tale affermazione, anche complice lo Stato e i Comuni con le loro insulse pratiche del blocco del traffico e le maggiori tasse per le auto più inquinanti (se ogni 3 anni cambia il regime di classificazione EURO, de facto si sarebbe vincolati a sostituire l’auto con identica frequenza), allora mi dovete far capire per quale ragione la medesima sorte non la subisce il terzo oggetto di comparazione: il televisore.
Nel 1998 comprai (ricordo che era in super-offerta in un’IperCoop) un Philips Match-Line da 32 pollici wide-screen: uno spettacolo ancora oggi e funziona in modo strepitoso (… scusate, mi sto toccando). Lo pagai la sostanziosa cifra di 3.290.000 lire (mancano 85 centesimi per arrivare a 1.700 euro). E’ parecchio che non mi faccio un giro per Mega Store dell’HIFI, ma sono certo che con quei soldi ci si può comprare un LCD Full HD da 50 pollici della Sony o Philips oppure Sharp. Dico un’idiozia?
Il televisore non è un oggetto che cambi ogni 2 o 3 anni. Certo all’inizio la nuova tecnologia te la fanno pagare cara (ricordo i primi plasmoni da 42″ che costavano anche 8 mila euro); ma è solo l’effetto novità; poi ob torto collo i produttori-venditori sono costretti ad abbassare i prezzi. Ma non nei concessionari.
Forse nel settore auto ci considerano sempre dei gonzi in cerca di abboccare?
E tornando alla citazione con la quale ho aperto il pezzo, neppure questa è una novità!!

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commenti
  1. Sraddino ha detto:

    Dadi, se mi dici dove trovi un 50′ Full HD Philips o Sony a quel prezzo fammi un fischio! 😉

  2. Dadi ha detto:

    Come sii pedante. Vabbé non è un 50″, ma un 46″: ho trovato il TV LCD Sony BRAVIA KDL46W3000AEP al prezzo di € 1.724,06. Se è buono non lo so; ecco le caratteristiche: Pollici: 46; Formato: 16:9; Definizione: Full HD; Contrasto: 16.000:1; Luminosità (cd/mq): 500 cd-mq.
    Secondo me un Philips 50″ non deve essere difficile da trovare.

    Ma invece di apprezzare il pezzo d’assalto e di denuncia …. ‘stardo!

  3. Sraddino ha detto:

    Infatti era per farti arrabbiare 😉

    Purtroppo il mercato è strano alle volte….spero però che nessuno, tra quelli che ne decidono l’andamento, legga il tuo articolo perché potrebbero scoprire di essersi dimenticati di mungere qualche altra “gallina dalle uova d’oro” e alzare i prezzi anche dei televisori … 🙂

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