Quando gli idioti sono peggio dei radicali

Pubblicato: 3 giugno 2008 da Dadi in Inchieste, Italia, Politica, Repubblica
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La pioggia non fitta ma continua non sembra aver rovinato la bella festa della parata del 2 giugno ai Fori Imperiali a Roma.
Il Presidente Napolitano manifesta fierezza d’innanzi all’orgoglio dei nostri militari, rappresentanti di tutta la nazione e di tutti i cittadini italiani, d’innanzi al tricolore e all’inno di Mameli.

Più di tutti emozionato e radioso era il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, per la prima volta nella sua vita in quella prestigiosa posizione; tutti noi, vedendolo felice come un bambino al fianco del Presidente della Repubblica sulla bellissima e gloriosa Lancia Flaminia presidenziale, lo abbiamo pensato con la voce di Fiorello (ormai più iconografia del personaggio stesso).

«È stata una festa della Repubblica straordinaria, molto bella, che ha dato il senso della continuità delle istituzioni e della profondità del sentimento nazionale.
Ho l’impressione che vi sia stata una partecipazione popolare anche superiore a quella degli ultimi due anni
».
Giorgio Napolitano (Adnkronos)

Ma una nota stonata la si è avuta: l’assenza ingiustificata e ingiustificabile di qualsiasi rappresentante della Lega Nord, tenendo conto che taluni di loro, Roberto Maroni in testa, sono rappresentanti importanti del Governo italiano.

Da elettore di destra ho sempre inveito contro la presenza della sinistra radicale all’interno del precedente Governo e come elemento destabilizzante della nostra nazione.
Ma non posso sottacere che oggi ritengo altrettanto preoccupante e critico l’atteggiamento sempre meno nazionale di questi signori (ma dovrei parlare di pagliacci).

Non sono tra quelli che vede con negatività il federalismo fiscale. Anzi.
Ritengo che possa veramente essere da stimolo per lo sviluppo sia del Paese che anche delle stesse singole aree depresse. Troppo spesso l’assistenzialismo è stato preso a uso per l’immobilismo.

Ma l’unità nazionale, il tricolore sono icone alle quali noi italiani (sicuro del pensiero di almeno l’80% dei miei connazionali) non vogliamo rinunciare.

Se per i figli di Pontida la Padania è tanto importante, che rimangano a casa tutti i giorni e non solo il 2 giugno. Almeno Roma ringrazierà tutto l’anno.

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commenti
  1. realmonk ha detto:

    Come darti torto caro vecchio dadi.
    Una bella festa, un importante momento per torvare e ritrovare un senso di appartenenza, lo spirito comune di cui c’è tanto bisogno, l’orgoglio di essere una nazione, un popolo unito nella gioia e nel sacrificio … un momento per riconoscersi italiani … non solo quando gioca la nazionale …
    Evidentemente questi signori hanno molta strada da fare se confondono il federalismo con qualche simulacro mentecatto che evidentemente infesta i loro cervelli obnubilati.
    Impariamo qualche cosa dagli americani … cosa unisce un contadino del New Mexico, un montanaro dell’Idaho, un un vaccaro californiano ed un modaiolo bostoniano … l’orgoglio di riconoscersi in una bandiera, in un paese che li accomuna tutti nonostante le mille differenze e le spesso non facili contraddizioni.
    Viva l’Italia, Viva la Repubblica e per usare un motto caro alla Brigata Sassari, uno dei corpi più decorati del nostro esercito, SA VIDA PRO SA PATRIA (che vuol dire la vita per la patria)
    p.s.: sono sicuro di andare contro corrente ma io penso che sia stato un grande errore aver abrogato il servizio militare. Si sarebbe dovuto modificare con un serizio “nazionale” da svolgersi antro i 25 anni. Obbligatorio per tutti, uomini e donne, con la possibilità di scegliere tra un periodo di addestramento militare ovvero un servizio civile a favore del paese e delle persone che più ne hanno bisogno (ospedali, anziani, bambini, protezione civile …). Credo che sia indispensabile ritrovare, forse dovrei dire rieducare, tutti ad essere cittadini consapevoli e partecipi del bene comune …

  2. Dadi ha detto:

    Circa il servizio militare ho qualche dubbio, così come era strutturato.
    Io lo vedrei molto bene se fosse il sistema per formare (e forgiare) i giovani verso un attaccamento alla nazione e senso civico.
    Ma la naja era solo e soltanto 12 mesi buttati alla ricerca di un modo per svangarla o imbiscarsi; oltre al ricettacolo di bullismo e nonnismo mai estirpato.

  3. Sraddino ha detto:

    Dadi, ti vorrei abbracciare, giuro!

    Mai condivisa tanto un’idea con qualcuno!

    Non capisco perché persone (e faccio loro un complimento definendole tali visto che di animali si tratta!) che fanno PARTE del Governo Italiano, debbano professare un tipo di istituzione differente da quella che gli dà il pane!
    Si facessero un governo tutto loro, si sostenessero con le tasse che si pagano da soli ma poi non venissero a rompere le palle in caso di problemi!!!

    Si, sono razzista quando vedo verde, ma soltanto perché l’ignoranza non l’ho mai sopportata!

    Ieri l’intera puntata di Blob è stata dedicata all’Incredibile Hulk delle 3 valli (come lo definisce il comico Alberto Patrucco nel suo libro) ed è stato gustosissimo vederlo cantare in milanese “O’ mia bella madunina” sotto gli occhi attoniti di un De Crescenzo vicino ai conati di vomito, per poi cantare “Maruzzella” (mi sembra fosse quella, comunque una canzone napoletana) insieme ad Al Bano o alla cantante del programma … CHE SCHIFO!

  4. Gipo. BS ha detto:

    Salve,
    si puo’ essere così ciechi a non rendersi conto che da sempre è il Nord che mantiene il Sud: con le migliaia di pensioni false distribuite in modo clientelare in tutto il Meridione, con le centinaia di migliaia di dipendenti pubblici a Roma per far funzionare il “baraccone”; con le centinaia e centinaia di forestali in Calabria, regione con il più alto numero di incendi boschivi all’anno; con i netturbini di Napoli “disoccupati”, ma pur sempre pagati,…. devo continuare?. Forse, probabilmente, il pane che mi da l’istituzione nazionale non è sufficiente per elevarmi dalla mia ignoranza di abitante delle tre valli (ci sono anche a Brescia le valli) e farmi ricordare altro e scrivere ancora per un pò!!. Verrà il momento,(è già iniziato) che la gente del Nord rimarrà veramente a casa propria, ma i rubinetti verranno chiusiiiiiiiiiiii. Bye, bye

  5. Dadi ha detto:

    @Gipo, premesso che la memoria corta fa’ sì che ci si renda conto dell’intorno ma non di quello che è stato, dei motivi (e sacrifici fatti) per rendere il nord industriale e al centro dell’Europa; a discapito di tanti altri strati della società (le infrastutture poste in atto nel nord nel dopoguerra non sono finzioni sceniche).
    Non sono io a dissentire circa le mancanze strutturali, sociali, politiche che attanagliano il sud. Esistono e non possiamo e non vogliamo tapparci gli occhi. C’è necessità invece di una sterzata decisa, vanno eliminati i rami secchi, anzi parassiti.
    Ma non si può pensare oggi, belli e buoni di mandare a quel paese i parenti che sono rimasti indietro, come una sorta di snobbismo da macellaio arricchito. O come il figlio di fruttivendoli che questi hanno fatto studiare e – una volta laureato – il rampollo rifugge i genitori perché si vergogna della loro ignoranza. Se così fosse l’IDIOTA del titolo è tutt’altro che esagerato.
    L’Italia è una sola nazione, uno Stato sovrano e una Repubblica.
    Ma termino ribadendo che il senso del Paese non è un obbligo ma un onore. Chi non vuole bere dalla fonte del patriotismo è bene che resti in disparte e non offenda chi della patria fa’ un valore e vanto.
    E una persona, leghista e nordista che sia, quando decide e accetta di essere Ministro del Interno, giurando sulla Costituzione nelle mani del Presidente, non può esimersi dal partecipare alla festa del sua nazione. Perché anche in tal caso sarebbe più elegante se decidesse di vivere a casa sua a Varese a vita. Cosa viene a fare a Roma?

  6. Sraddino ha detto:

    Gipo, in questi giorni a Roma c’è un summit della FAO e non hai idea di quanto sarei felice se trasferissero tutte le istituzioni e le sedi di organi internazionali al Nord…. 😉

    Non credere che chi vive a Roma o anche più a Sud benefici molto della ricchezza del Nord; i soldi passano sempre per le stesse mani e chiediti quanti politici siano del nord, del sud o del centro.

    Quello che non condivido affatto con te però è questa spaccatura tra nord e sud che, per carità, Dadi ha ragione e anche tu, dicendo che esiste, però ti chiedo di contare quanti Bresciani DOC o quanti milanesi DOC conti vicino a te….

    Lungi da me l’instaurare una polemica nord-centro-sud perché non la ritengo affatto opportuna, però mi sembra giusto analizzare tutti i punti di vista non credi?

    Buon lavoro

    Fabio

  7. Dadi ha detto:

    Quello che non condivido del ragionamento di Gipo (che è poi quello di diversi c.d. signori del nord) è pensare che, siccome il settentrione ha benessere, sia giusto staccarsi dalla parte che arranca.
    Diverso e più corretto sarebbe il discorso che il nord è trainante (e nessuno lo nega) e in quanto tale “DEVE TRAINARE” il resto del paese verso il medesimo status quo. Sarebbe troppo comodo in forma differente.
    Il desiderio debba essere quello di rimboccarsi le maniche e tentare di risollevare questo nostro grande Paese. Questo è senso civico e patriottismo.

    Chiudo con una battuta: non dimenticare un vecchio adagio: è facile fare il ricco in terra di poveri, difficile è esserlo in mezzo ai ricchi.
    Ovvero: il nord Italia è pur sempre il sud dell’Europa. A voi la scelta di cosa preferite essere.

  8. Sraddino ha detto:

    Vorrei anche aggiungere che fatta 100 la ricchezza nazionale, se viene deciso che 80 deve stare da una parte, va da sé che all’altra rimanga soltanto 20.

    Perché la SA-RC non è mai stata completata del tutto?

    Meditate gente … meditate!

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