Patente a punti: i miei primi 5 anni

Pubblicato: 3 luglio 2008 da Dadi in Italia, Legge
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Forse non tutti sanno che qualche giorno fa’ la patente a punti ha compiuto 5 anni dalla sua introduzione.
 
Il 30 giugno del 2003 la vita di quasi 35 milioni di patentati italiani cambiò radicalmente con lo strumento tanto voluto dall‘allora ministro delle infrastrutture, Pietro Lunardi. In definitiva in quel giorno ognuno di noi si ritrovava miracolosamente accreditato di 20 punti sulla propria patente. Un cumulo a disposizione per commettere, in modo più o meno tranquillo, alcune infrazioni e restare con la coscienza a posto.

Se parliamo di patente a punti, da molte parti giungono segnali di plauso e consenso. È servita, ha fatto capire che bisogna guidare responsabilmente, l’effetto pecuniario non bastava, esiste in molte democrazie avanzate in Europa e nel mondo.
Ma in verità leggendo i numeri aggregati, che avranno anche il difetto di non segnalare le eccezioni ma dimostrano la tendenza di una popolazione, si vede come il bilancio possa avere anche delle grandi zone d’ombra.

In questi cinque anni ci segnalano che i punti persi sono circa 40 milioni.
Come saprete il sistema è anche incentivante; ossia se in un biennio continuativamente non si commette infrazioni l’automobilista virtuoso ottiene in bonus 2 punti in più da mettere in cascina (non si sa mai nella vita), oppure, se si sono perduti dei punti, dopo 2 anni tranquilli si recuperano tutti quelli mancanti per la soglia di quota 20 (anche fosse stato un solo punto residuo a disposizione).
Tenendo conto il discorso dei bonus e dei riaccrediti, il numero di punti concessi supera quota 170 milioni – più di 4 volte superiore. Qualche cosa mi sfugge!

Altra situazione poco chiara è la scappatoia – molto salata a dire il vero – quando la violazione non venga contestata immediatamente. Se la multa viene solo notificata a casa al proprietario del mezzo con cui è stata commessa l’infrazione, che comporta la pena di decurtazione punti, il trasgressore può salvarsi pagando la sanzione aggiuntiva di 250 euro.
Non solo questa è un’iniquità nei confronti di quanti sono meno ambienti (il ricco continua a farla da padrona), ma soprattutto sembra fortemente concessiva verso gli enti contravventori: nessuno mi toglie dalla testa che la polizia municipale di questo o quel comune eviti accuratamente di contestare immediatamente per rimpinguare le casse dell’ente con l’extra gabella. Non a caso un aspetto della contravvenzione mi ha sempre molto colpito: legalmente si hanno 60 giorni per fare ricorso d’avanti al Prefetto (30 gg se d’avanti al Giudice di Pace), ma è  perentorio che il nominativo del guidatore sia comunicato entro 30 gg, altrimenti scatta in automatico la maggiorazione di 250 euro. È un assurdo!

Altri elementi, che emergono dall‘analisi degli esperti della rivista ‘quattroruote’: la patente a punti non ha ridotto le infrazioni. Infatti la situazione sembra essere rimasta stabile se non in crescita. Dal 30 giugno 2003 al primo semestre 2005 il totale dei punti decurtati ogni sei mesi si è sempre attestato sopra 4 milioni per salire, dal secondo semestre 2005, sopra quota 4,4 milioni.

Ancora, le infrazioni che hanno colpito di più in Italia sono state il superamento dei limiti di velocità (tra 10 e 40 km/h) – che fino al 2 agosto 2007 era punita con la perdita di due punti, aumentati a cinque dal 3 agosto dello scorso anno – che ha determinato la decurtazione di 7,4 milioni di punti e il passaggio con semaforo rosso (6 milioni di punti), a dimostrazione del fatto che il grosso delle multe si fa utilizzando apparecchi per il rilevamento elettronico delle violazioni (può la macchina più dell’uomo).

I giovani stanno diventando più ligi mentre si rileva un lento ma costante aumento delle infrazioni commesse da persone over 55 anni. Giovani più prudenti e anziani più distratti? Credo invece più accreditabile la tesi dei genitori e nonni che si accollano i punti perduti di figli e nipoti disinibiti.
Per le donne segue la regola che siano più disciplinate dei colleghi maschietti, come dato macroscopico. A rendere meno amara questa pillola sta la constatazione che i punti sottratti sono passati dal 18% del 2003 al 23,6% del 2007. Di questo passo al 10° compleanno ci potrebbero raggiungere.

Un ultimo dato rilevante è che la metropoli più indisciplinata è Milano, con oltre 750 mila punti decurtati nel 2006, davanti a Roma, con quasi 630 mila, e Napoli, con circa 390 mila. Sono valori assoluti e non relativi. Tenete conto che Roma è 4 volte la città meneghine 😉
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Liberamente tratto ed elaborato dalla newsletter di quattroruote del 1° luglio 2008

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commenti
  1. ChiamamiAquila ha detto:

    avevo perso 5 punti + altri 2…poi l’ho ripresi 😛
    a quando il prossimo bonus?

  2. Sraddino ha detto:

    Dadi, io, insieme ad Autovelox e Tutor vedo la patente a punti soltanto come un espediente per fare soldi ai nostri danni.

    Non ci credo che siano misure di sicurezza….
    Lo so … sono pessimo!

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