Telepass mobile, il telefono corre in autostrada

Pubblicato: 30 luglio 2008 da Dadi in Pubblicità, Telecomunicazioni
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Sono lontani (ma neppure tanto) i tempi in cui l’unica offerta possibile per la gente che amava telefonare in movimento (o meglio amava farsi vedere mentre telefonava in movimento) era di Telecom Italia: ricorderete il famoso e costosissimo contratto affari (0336 e 0337) e l’altrettanto costoso contratto family (0330) in tecnologia TACS, da molti – me incluso – rimpianto.

La concorrenza grazie all’entrata in Italia della tecnologia GSM ha permesso nel corso degli anni di beneficiare di offerte, promozioni e possibilità sempre migliori. Quali? Soprattutto abbassato i costi; mentre sul fronte ‘migliorato il servizio’ chiedo la domanda di riserva.

Nacque TIM, costola per i servizi cellulari di Telecom Italia, e si presentò Omnitel (oggi entrata nella grande famiglia Vodafone).
Poi fu la volta di Enel che costituì la società Infostrada per il traffico fisso e Wind per quello mobile.

L’UMTS, che l’allora ministro Salvatore Cardinale (siamo nel 1999) vedeva come il roseo futuro delle famiglie e dei lavoratori, avrebbe dovuto portare nuovi player sul mercato. Ma non è stata vita facile né per le famiglie (niente larga banda arrivata tramite la telefonia cellulare alla scadenza del 2002, ma neppure 5-6 anni dopo) né tanto meno per gli attesi 300 mila nuovi posti di lavoro, se è vero come è vero che un operatore non è mai manco partito – IPSE2000 (del gruppo capeggiato da Telefonica) – e un altro, BLU, è durato da Natale a Santo Stefano.
Da quella storia, si ricorderà ancora, ci furono le condizioni per far rientrare in fretta e in furia i sudcoreani con H3G, più noti con il marchio 3, in Italia.

Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti. Quello cui mi preme parlare è che ho anche visto la nascita di offerte da fornitori assolutamente impensabili: Coop, Carrefour e Poste Italiane si sono infatti lanciati da qualche tempo nel business della telefonia mobile. Il fatto vero è che non hanno infrastrutture di comunicazione, ma solo clienti, affittando, cioé, capacità di traffico che poi ri-vendono. In altre parole, operatori mobili virtuali.
Hanno iniziato questo gioco le cooperative di consumo grazie a un accordo con Tim. Poi è stato il turno di Carrefour: il gruppo guidato da Giuseppe Brambilla di Civesio ha siglato con Vodafone. Finendo con Poste Italiane che ottengono servizio ancora da Vodafone.

Telepass mobile

Telepass mobile

A meno che non mi sia perso qualcuno in giro, ecco l’ultimo ritrovato in termini di offerta di telefonia mobile: Telepass Mobile; ovvero anche l’azienda dei servizi vas di Autostrade si lancia in questo redditizio (non si può dire niente di differente se a voler partecipare sono così tanti) mercato.
Questo ultimo operatore virtuale si presenta – a quanto mi è dato sapere – dopo aver siglato l’accordo di telefonia mobile con Wind.

Per il gruppo Autostrade S.p.A. in realtà si tratta di un ritorno nel campo delle telecomunicazioni; questa volta in stile decisamente più blando e morigerato rispetto al 32% di possesso della proprietà della società BLU di cui sappiamo la fine che ha fatto.
Per maggiori notizie dell’offerta andare al link di telepass.it.

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