Scandaloso: il made in Italy costa di più in Italy

Pubblicato: 19 agosto 2008 da iBronzi in Economia, Finanza, Inchieste, Internazionale, Mercato
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Domenica mattina scorsa ho visto Easy Driver su RAI 1.

A mio parere è un programma scemotto e decisamente poco utile… tranne per pagare un ricco cachet ai 2 conduttori Ilaria Moscato e Marcellino Mariucci (oltre ai copiosi rimborsi spese a pié di lista). Serve ben poco lato “motori”, avrebbe la presunzione (senza riuscire) di inculcare regole di buona condotta stradale e promuove in modo superficiale le località italiane.

Vabbè. La questione in essere è che nella detta puntata si era a Detroit, negli USA, per una serie di speciali (mi sembra siano 4 in tutto) che l’allegra coppia si è concessa oltre oceano.

Il nuovo format, almeno da quando sono in tour in nord America, è di abbinare alla presentazione delle solite 2 vetture anche una motocicletta.

Sul versante moto, questa era la volta della uncoventional Aprilia Mana: un crossover tra motocicletta vera e propria e un moderno scooter, soprattutto per l’uso del cambio automatico e per il gruppo motore-trasmissione-scarichi; sarà un caso che viene presentato poco dopo il super-maxi scooter Gilera GP 800? Non credo. Entrambe le case, insieme alla Derbi, fanno parte dello stesso gruppo (Piaggio) e per lo scooterone e la motocicletta il motore è il medesimo bicilindrico a V di 90° di 839,3 cc. (vedi: Gilera GP-scheda tecnica e Aprila Mana-scheda tecnica).

Non voglio parlare della motocicletta; ma quello che mi ha colpito del servizio di Easy Driver è la scheda della moto quando si è parlato del prezzo: 8.999 dollari negli USA e 8.650 euro in Italia.
Chiaramente e giustamente facendo il servizio negli USA si è pensato di dare anche il valore di commercializzazione del prodotto sul posto.

Alla notizia sono trasecolato.

Nel momento che scrivo il rapporto di cambio euro/dollaro è di 1,4719 (fonte Borse.it). Significa che il controvalore di 1 euro è poco più 1,47 dollari. Tralasciando la fluttazione naturale, poniamo allora un cambio fisso a 1,4. Secondo questo parametro uno statunitense che si presentasse al concessionario Aprilia in Italia dovrebbe cacciare qualcosa come 12.100 dollari e spicci per avere la stessa moto che a casa sua acquisterebbe a oltre 3 mila dollari meno. Viceversa per l’europeo che desiderasse appropriarsi della 2 ruote acquistandola negli USA il costo si aggirerebbe a poco più di 6.400 euro. Prendiamo quest’ultimo dato.
Tra 6,4 mila e 8,65 mila euro ci corrono 2.220 euro, che sono 4 milioni e 300 mila lire per i nostalgici. Mica bruscolini.
Si tratta del 35% in più tra i 2 valori; ossia uno yankee paga un prezzo 1/3 più basso di un omologo italiano. PERCHE’?

La questione sarebbe normale parlando di mercato (meglio di leggi di mercato); quello nordamericano è ovviamente più evoluto e quindi il consumatore incide in maniera più consistente.
Se l’analisi partisse nell’analizzare come un prodotto p.e. asiatico impatta su un determinato terreno merceologico lo capirei; non ne sarei contento, ma sarebbe più logico. Al limite perfino se parlassimo di un prodotto dell’area Euro, tipo Spagna, o Germania piuttosto che Inghilterra. Export per export…
Le politiche e i costi d’importazione potrebbero beneficiare una zona commerciale a scapito di un’altra. Ma qui parliamo di un oggetto che “viene prodotto sul territorio nazionale“; non ci sono dazi, non ci sono costi di sdoganamento, di trasporto, e di non so manco cosa, decidete voi!!!! qualcosa mi sfugge?

Personalmente penso sia una presa per il culo. E la Mana non è che l’esempio più banale.
Chiaramente non sono in grado di elencare i prodotti di derivazione italiana che sono venduti anche in US, tipo vestiti, scarpe, profumi. Soprattutto non ho possibilità di evincere il listino prezzi applicato nell’uno e nell’altro paese.

Per vedere altri esempi sono costretto a rimanere nel campo dei motori, unico ambito in cui esistono giornali specializzati che mettono in luce il controvalore in denaro.

Così evinco che la Maserati Gran Turismo (certamente un bene di extra lusso e quindi anche un po’ più estraneo a logiche economiche pure) ha un prezzo di US 110.000 (fonte Automobilemag.com) di cui la vernice metallizzata richiede un extra di 600 dollari.
In Italia, secondo quanto riporta il nostrano quattroruote.it, il prezzo chiavi in mano per portarsi a casa la coupé del tridente è di € 114.491. La vernice metallizzata? solo 1.188,00 euro in più. La vettura costa nel Bel Paese quasi il 46% in più (50 mila dollari secchi) mentre l’optional incide praticamente 3 volte rispetto che negli States. La vernice forse in Italia si sente più snob? That’s incredible!

Ancora un altro esempio rappresentante il tricolore: la Ducati 848 secondo motorcycle.com costa $ 12.995,00. Pensate che questa volta le cose vadano meglio? In Italia il medesimo prodotto ha un costo, invece, di € 14.000 (dato tratto dal sito di dueruote.it): superiamo abbondantemente il 50% di maggiorazione – sigh.

Poi dicono che gli americani sono il paese dei ricchi 😐
Certamente il nostro è il paese dei gonzi!!!!!
Hai capito per Nando Meliconi vuole fa’ l’americano?

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commenti
  1. Sraddino ha detto:

    Dadi, sarà forse perché siamo un paese di coglioni (io per primo ovviamente)???

    Concordo particolarmente con la parte in cui dici “A mio parere è un programma scemotto e decisamente poco utile… tranne per pagare un ricco cachet ai 2 conduttori Ilaria Moscato e Marcellino Mariucci” 😀 😛

    E ho anche apprezzato il tuo silenzio riguardo quel modello di “moto” (lo metto tra virgolette perché non si può chiamare moto un obbrobbrio del genere!!!) 😀

    Sinceramente non so darmi una spiegazione a queste differenze di prezzi tanto più che i “nostri” prodotti dovrebbero costarci di meno anziché all’estero.
    Però un paio di idee mi vengono:

    1) non è che macchine, moto e quant’altro vengono prodotti e assemblati negli USA per essere poi spacciati per made in Italy?

    2) la Cina è più vicina agli Stati Uniti ? 🙂

  2. ibronzi ha detto:

    nn male l’ipotesi “la CINA più vicina”

  3. emiliano66 ha detto:

    Da recenti indagini di mercato quello che accade per le moto accade per tanti altri beni, primo fra tutti FRUTTA & VERDURA. Lo so l’abbinamento con le moto sembra scandaloso ma pensare che la frutta e la verdura prodotta in Italia costi meno qui in Germania… dovrebbe farvi innervosire (io vivo in Germania, per il momento)

  4. Dadi ha detto:

    è proprio di questo che vado parlando. auto e moto erano solo il pretesto per avviare il discorso.

  5. emiliano66 ha detto:

    Un termine molto usato e’ “LA FILIERA TROPPO LUNGA” ovvero il numero di intermediari che dalla produzione intervengono sino alla vendita. E l’assenza di concorrenza: che visto l’alto numero di intermediari sembra un controsenso ma credo che vada riferita alla FONTE (Mercato all’Ingrosso?). Da ultimo si diceva che solo una % molto bassa di frutta e verdura viene gestita dalla Grande Distribuzione (alla quale spetta comunque il merito di ridurre la filiera) mente in altri Paesi come la Germania, la Grande Distribuzione e’ quasi assoluta proprietaria (riducendo in tal modo i prezzi intermediati).

  6. emiliano66 ha detto:

    Ultimo, ma non ultimo. Ho appena letto un resoconto de IL SOLE 24 ORE relativo alle spese dentistiche. In Italia una otturazione in media costa 165 Euro contro i 60 e rotti della Germania (TRE VOLTE TANTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!).

    Per questo si sta affermando il turismo dentario per andare a curarsi i denti preferibilmente all’Est (Ungheria in primis) ma anche in altri paesi europei.

    Il potere di acquisto in Italia scende, perche’ i PREZZI salgono ovunque, incontrollati.

  7. Sraddino ha detto:

    Torniamo sempre al solito discorso … qui da noi siamo pieni di regole e di controlli … SULLA CARTA!!! Nessuno che li faccia rispettare e, di conseguenza, pochi che li rispettino!!!

    Emi, ci sono appartamenti disponibili dalle tue parti? 😉

    Approssimativamente quanto costa un affitto da quelle parti?

  8. iBronzi ha detto:

    mi pare fu Emiliano a scrivere un post su dove andare a comprare i prodotti per risparmiare, vero? all’epoca mi sembrava una battuta, ma forse è vero!!!!

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