Dick Cheney, uno shopping a Orvieto da quasi 50 mila euro

Pubblicato: 9 settembre 2008 da Dadi in Notizie, Real politik, Stati Uniti
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 SFOGLIANDO il Corriere dell’Umbria di oggi (lavoro spesso a Terni) vengo colpito da una notiziona posta a pagina 4 del quotidiano, dal titolo
Per Cheney shopping sulla Rupe” – Orvieto, Maxi spiegamento di forze per il vice presidente degli Stati Uniti.

Dapprima una smorfia ironica ha calcato il mio viso. “Ma che ce frega?”
Ma la notizia è estremamente succulenta e… incredibile.

Guardate un po’! Testualmente [qualche omissis dove il testo risultassa poco importante alla lettura].

ORVIETO – Passeggiata orvietana per il vice presidente degli Stati Uniti d’America.
Dopo quattro anni, Dick Cheney, insieme alla miglie Lynne, accompagnati dall’ex ambasciatore americano in Italia, Peter Secchia, hanno trascorso poco più di due ore sulla Rupe, osservando le vetrine delle ceramiche locali, per poi degustare un veloce spuntino al ristorante “L’Ancora” e riprendere la via verso la Capitale.

… hanno percorso i vicoli del centro storico soffermandosi soprattutto di fronte ai negozi di ceramiche locali, trovando anche il tempo di fare acquisti.
La meta era il pranzo servito al ristorante dell’Ancora …
Chiusa la parentesi culinaria, il numero due di George Bush ha continuato la visita per i vicoli orvietani, fino a tornare sulla piazza del Duomo, dove il lungo serpentone di auto blu ha iniziato a incolonnarsi per tornare a Roma.
Imponente lo spiegamento di forze per la sicurezza. Cheney è arrivato a Orvieto con un corteo formato da cinque Cadillac blindate; tre suv, al cui interno c’erano una trentina di soldati armati di tutto punto; sessanta guardie del corpo over size con le mitragliette Uzi, che spuntavano da sotto la camicia; e altri ottanta tra carabinieri, agenti dei servizi, poliziotti e finanzieri. Uno spiegamento di forze, comunque, apparentemente inferiore rispetto alla prima visita del 2004, …

A parte il giornalista del Corriere dell’Umbria, Gabriele Anselmi, che si prodigato nella descrizione di come erano vestiti il vice dell’uomo più potente della terra e della gentile consorte (più da pagina rosa di qualche giornale scandalistico che non da Primo Piano di un quotidiano), quello che salta all’occhio è il ‘conto‘ che deve essere costato questo diversivo del braccio destro di Bush.
A spanne: 5 Cadillac e 3 grosse suv di scorta, auto di trasporto per il corpo di sicurezza (almeno altre 12 vetture) a cui aggiungere i mezzi, aerei e di terra, messi a disposizione dal ns Governo (diciamo 40 tra camionette, gazzelle e blindati e un paio di elicotteri), significa soltanto di benzina qualcosa come 10-12 mila euro.
Poi c’è da aggiungere il costo più importante, che interessa le persone: diciamo almeno 26-28 mila euro, più quello che deve aver preteso il ristorante per occupare i locali solo per Dick e il suo staff.
Alla fine proprio come costi vivi saranno partiti ben oltre 40 mila euro. Poi se ci saranno sicuramente altre spese (tipo trasferta, straordinari, …) e allora altri 10 K ci sono tutti.

Non male come schiaffo alla povertà per una mezza giornata di svago.

Soprattutto in funzione di un tale che oggi sarà anche il vice presidente degli USA ma che, proprio per il perverso meccanismo elettorale americano, tra quelche mese diverrà mister nessuno.

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commenti
  1. Sraddino ha detto:

    E i conti chi li ha pagati?

  2. Dadi ha detto:

    BOH! certamente una parte è a carico dell’ambasciata USA, ma un buon 50% sicuramente è a carico dello Stato italiano (e quindi dei contribuenti)!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Sraddino ha detto:

    Non so perché ma l’odore di cetriolo che aleggiava nell’aria me lo aveva fatto intuire… CHE SCHIFO!!!

  4. emiliano66 ha detto:

    Non per andare contro-corrente. Ma insomma…e’ il Vice Preseidente USA. Uno Stato che non gode di ottima pubblicita’ e che di tentativi di attentati realizzati o meno a carico di Presidenti e Vice ne ha avuti alquanti (a partire da Abramo Lincoln….).
    Lo so che sembra esagerato… finche’ l’attentato non riesce. Poi ci si domanda: ma chi proteggeva il Presidente / Vice? Meglio prevenire…

  5. Sraddino ha detto:

    Però io mi chiedo: chi ha salvato le torri gemelle? Nessuno, perché erano intenzionati a buttarle giù!
    Chi ha salvato Falcone e Borsellino? Nessuno perché DOVEVANO morire!
    E’ giusto però che muoiano in 50 anziché in 1 … ?
    Secondo me le famiglie delle scorte avrebbero un’idea a riguardo

  6. Dadi ha detto:

    La questione scorta c’entra poco. Fanno il loro mestiere… forse starebbero peggio se nessuno facesse attentati, perché starebbero a spasso!
    Battute a parte, non sindaco la protezione ma:
    1. è ridicolo tutto questo sforzo profuso quando si parla della Casa Bianca, prevalenemente per il simbolo che tratta e non per il soggetto. Cheney tra qualche settimana starà a pescare sul Mississippi senza che nessuno (né i terroristi e né i servizi USA) se lo filino più;
    2. invece di andarsene a spasso con Daisy, poteva pure starsene a casa sua… sai i soldi che ci risparmiavamo?

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