Notte da incubo per la Ferrari

Pubblicato: 29 settembre 2008 da Dadi in Automobilismo, Formula 1, Motori, Sport
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IL DUE volte campione del mondo, Fernando Alonso, sabato aveva recitato la parte di quello che non avrebbe potuto nulla, che non ci sarebbe stato niente da fare… a lui che molti chiedevano, sulla pista cittadina di Singapore (nello stato di Singapore), un saggio di bravura; a cui la risposta era stata deludente in sede di qualifiche; non forse tanto per le qualità dell’asturiano, fughiamo ogni dubbio, quanto per un banale problemino tecnico (pescaggio della benzina) che gli aveva impedito di effettuare un buon tempo nella sessione di prove ufficiali e lo aveva relegato al 15° posto in griglia.

Ma può accadere (non sempre, ma talvolta) che la favola si trasformi in realtà e che i sogni, molto remoti e improbabili, si materializzino; la fata madrina di Fernando è magicamente apparsa in uno scintillio di luci alogene, ha sorretto il capo del tormentato pilota, asciugandogli le gote irrorate di lacrime e gli ha fatto… la magia.

Nulla di più di una magia si può trattare la ‘mitica’ vittoria maturata ieri notte (pomeriggio in Italia) che proprio il talentuoso spagnolo ha confezionato per se, per il suo team (la Renault e Flavio Briatore) e per tutti i suoi critici.
Quasi incredulo del risultato raggiunto: «Sono molto contento per la prima vittoria in questa stagione, devo ancora crederci, mi servono almeno un paio di giorni. Sembrava impossibile riuscire a vincere una gara quest’anno, fare meglio di team che ci precedevano sempre, e invece ci siamo riusciti. Siamo andati bene venerdì, poi tanta sfortuna ieri in qualifica, e benissimo oggi in gara. Sono stato molto aiutato dalla prima safety car. Abbiamo Scelto di fare un primo stint molto aggressivo ed è andata bene. Qualche problema in più per i freni, ma abbiamo rischiato per recuperare posizioni fin dalla partenza, che è stata ottima ma non era sufficiente. Siamo però stati in grado di recuperare posizioni in gara, il passo c’era. C’è stato un piccolo vantaggio rispetto a Rosberg per i pneumatici diversi, nella seconda parte hanno reso al massimo il motore e le gomme e sono riuscito a mantenere la prima posizione». GRANDISSIMO FERNANDO ALONSO.

Tributati gli onori al vincitore, andiamo poi dalla parte della sconfitta: la Scuderia Corse Ferrari. È stata veramente una nottataccia, se ci passate l’eufemismo.
Se quella di Alonso è stata una metamorfosi in positivo, per la Ferrari è stata l’apoteosi della negatività.
E pensare che la vettura numero 2 di Felipe Massa partiva in pole-position mentre quella del compagno Kimi Räikkönen dalla 3ª piazzola, attanagliando – di fatto – l’acerrimo nemico Lewis Hamilton. Una situazione positiva e suggestiva si poteva materializzare nella città-stato di Singapore con le rosse che provavano a prendere margine nel mondiale.

Ancora una volta la realtà è emersa ben diversa dall’immaginario. E non poteva materializzarsi in modo più ‘incredibile’.

13° giro: la Renault di Piquet si frantuma contro un muro costringendo la direzione corse a far entrare la safety-car. Peccato che al giro precedente la Ferrari non si sia fermata, come invece fatto (saggia fortuna) da Alonso. Una volta che la pit-lane viene aperta tutte le auto entrano ai box per cambio gomme e rifornimento; comprese le 2 Ferrari, in fila indiana: è prima il turno di Felipe; tutto sembra procedere per il meglio, quando all’improvviso il brasiliano da’ gas e parte a razzo… ma il tubo del carburante è ancora attaccato alla vettura… viene strappato via e si vede la vettura di Massa che procede lungo la via dei box con quest’appendice attaccata; sarà costretto a fermarsi pochi metri più avanti in attesa dei meccanici (scenetta comica mentre corrono lungo il paddock) che opereranno lo sgancio del bocchettone. Penso allora a una dabbenaggine del brasiliano; ma questa volta il pilota non c’entra: si vede bene però in un replay dall’on-board camera che il semaforo della Ferrari (al posto del lollipop – il fantomatico segnale a leccalecca appunto – in SCF si usa un semaforino automatico che segnala quando il pilota può partire; in regime di safety-car viene però azionato a mano da un tecnico) diventa verde e solo allora Felipe parte. Quindi, si scoprirà in seguito, un tecnico ha azionato il segnale di via con anticipo rispetto alla conclusione delle operazioni: un errore umano.
L’operazione rallenta in modo ignobile il rientro del brasiliano che si ritroverà ultimo dietro anche le Force-India… in una pista dove superare è quasi impossibile…

Neppure a dirlo anche la vettura di Räikkönen verrà penalizzata da questo trambusto (c’è un meccanico da raccattare e il sistema di rifornimento da sistemare) e rientra in pista al 14° posto.

Sotto la bandiera a scacchi, laddove Alonso alza il braccio del vincitore, il povero Massa giungerà solo 13° (fuori dalla zona punti) mentre il suo compagno di squadra neppure questo, essendo andato a sbattere contro un muretto a 4 giri dal termine mentre si trovava in 5ª posizione. Quindi un bello ZERO in classifica per la Ferrari (anche in pagella): non succedeva da 46 gare; mentre l’anglo-caraibico della McLaren con il 3° posto allunga in classifica: adesso sono 7 i punti di distacco tra Hamilton e Massa; inoltre la squadra di Woking prende pure la testa della classifica (un punto in più sulla rossa) anche nel campionato costruttori. A tre gare al termine. Della serie “peggio di così si muore”.

Forse le parole di Massa nel dopo gara vogliono essere un incoraggiamento a se stesso, alla squadra, ai tifosi e pure al tecnico che ha compromesso la gara e – forse – il mondiale: «Avevamo due macchine che volavano facevamo quello che volevamo e avevamo una strategia buona. Potevamo giocare tranquillamente per una seconda sosta. Era tutto perfetto per fare una doppietta; ma in questo mondo le cose cambiano in fretta. È difficile da accettare ma può succedere. Ora dobbiamo reagire. È un problema che può capitare è un problema umano. Io non lo giudicherò mai o avrò rabbia per quello che è successo. Sono andato a parlare con lui, gli ho dato ancora più motivazioni. L’ho abbracciato perché siamo tutti sulla stessa strada e lavoriamo insieme. Possiamo sbagliare anche noi. Meglio comunque che sia capitato adesso che nell’ultima gara di campionato. Abbiamo ancora tre prove davanti a noi e dobbiamo alzare la testa per provare a fare il massimo».

La notte è finita; l’incubo sarà passato?

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commenti
  1. […] seguito da Vettel, Heidfeld, Coulthard e Nakajima. Ferrari disastrose con Felipe Massa fuori dalla zona punti e Kimi Raikkonen a muro a 3 giri dalla fine. Hamilton guadagna altri 6 punti su Massa […]

  2. nickp2p ha detto:

    Ho persino letto in giro che c’è gente che ipotizza Piquet a muro per favorire Fernando Alonso.
    Roba da matti

  3. Dadi ha detto:

    Certo che no. Però Alonso entra ai box (sarà praticamente il primo) e un paio di km dopo Nelsinho sbatte contro il muro… capisco le malelingue 😉
    Se fosse vero avremmo un patto d’acciaio in Renault!

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