Un primato a Roma: strade meno sicure in Europa

Pubblicato: 15 ottobre 2008 da Dadi in Comune Roma, Inchieste, Viabilità
Tag:, , ,

CHISSÀ perché non mi sembra una cosa tanto strana e anomala. Chissà perché non mi sorprende affatto

La notizia è di pochi giorni fa’ e mette in cima alla ‘triste’ classifica europea la nostra capitale (e pure la mia città) Roma tra le metropoli più pericolose per la viabilità stradale. Quella cioè dove si annoverano più incidenti e soprattutto il maggior numero di vittime sulla strada. Vittime che vede troppo spesso bambini, pedoni e tanti troppi motociclisti.

Dico che non mi sorprendo proprio perché sono romano de Roma e conosco molto bene la città; la vivo quotidianamente e la soffro (e sopporto, anche se poco). Sono tra quelle persone che si muove – con ogni mezzo – per la vie urbane per lavoro, per portare i bambini a scuola, per fare compere.

Ingegno e fantasia
Ingegno e fantasia

Sono pure uno di quelli che odia muoversi tanto per farlo, una stupida (e incomprensibile) abitudine di molti miei concittadini. Tanto per fare una passeggiata oppure per visitare un centro commerciale (ORRORE).

Quando mi sposto è per motivi reali, veri, non effimeri o – mi si passi il termine – improduttivi.
Il sabato e la domenica, quando non si va fuori porta, preferisco farmi una passeggiata in villa, oppure arrivare al Gianicolo (sempre a piedi, anche perché sarà distante da casa mia meno di 1 km e mezzo).

Il Roma Trophy
Il Roma Trophy

Qualche volta parte pure la litigata con mia moglie perché “non me ne può fregar di meno di andare in centro e stressarmi, nel traffico, per cercare parcheggio e poi – di ritorno – di nuovo nel traffico”. Va, la tiro giù pure grosso: alle peggio preferisco starmene crogiolato davanti alla tv o alla Xbox tutto il giorno; la sparo ancora più grande? Meglio andare in giro con il tram, che fa’ divertire mia figlia che pensa di essere sul treno. La prendo sulla Gianicolense e giù fino a Largo Argentina.

Conosco e soffro tutte le anomalie di una città gigantesca e tentacolare da un lato ma assai inadeguata dall’altra. Inadeguata a trattenere il fiume di gente che la vive.

Il foro romano

Il foro romano

Le strade sono peggio di un formaggio groviera (non so se sia leggenda metropolitana o meno quella che vede le case produttrici di motorini testare i propri mezzi proprio tra le vie capitoline: non ci vedrei nulla di strano); buche, binari di tram (spesso anche dismessi), tombini che nel tempo e con le riasfaltature una sull’altra sono diventati dei veri e propri avvallamenti, radici di alberi, strisce pedonali con vernici sdrucciolevole, etc. rendono l’asfalto una prova tra le più sfibranti, alla Camel Trophy, per intenderci. A questo si aggiunge l’inciviltà vera e propria dei cittadini (in generale) e degli automobilisti (in particolare) romani. I quali se ne fregano di tutto e di tutti, tranne che di se stessi. Così la vettura viene parcheggiata (tranquillamente) in ogni punto della strada. Oppure alla ricerca del modo di entrare nel vicolo vietato, di passare con il rosso perché non va di fermarsi. In modo – purtroppo tocca riconoscerlo – assolutamente impunito. I vigili della Polizia Municipale dell’Urbe non solo sono inadeguati e lassisti; ma spesso addirittura strafottenti: sono cioè i primi a creare ulteriore confusione.

L'incanto
L’incanto

Poi aggiungiamo, qualche altro milione di problemi ecco spiegato che il caotismo cittadino venga vissuto come una corrida, peggio come al Colosseo: una battaglia continua e quotidiana. Dal quale solo pochi ce la fanno. E molti, troppi, restano sull’asfalto.

uomo avvisato...
uomo avvisato…

Gli antichi romani obbligavano i viandanti, i mercanti e la gente a lasciare i carri fuori le mura perimetrali; chi proprio doveva (per esempio per scaricare la mercanzia nel proprio negozio), poteva varcare le porte solo all’alba. E poi fuori dalle scatole.

Forse sarebbe il caso di prevedere qualcosa del genere. Ma assoluto, senza autorizzazioni, accessi speciali, permessi, dispense papali e varchi.

Annunci
commenti
  1. Sraddino ha detto:

    Dadi, il tuo quadro è perfetto purtroppo! Siamo in balìa del classico cane che si morde la coda: la gente non prende i mezzi pubblici perché insufficienti, i mezzi pubblici non incrementano per mancanza di entrate e …. patatrack!
    Personalmente preferirei 1000 volte prendere il treno, la metro, l’autobus, il tram e, se abbassassero i prezzi anche i taxi, se solo fosse umanamente possibile.
    Purtroppo però ci sono ritardi, corse che saltano e, non ultimo, una densità di popolazione interna al mezzo insopportabile!!!
    Una soluzione? Torno or ora da 3 settimane in Calabria (vicino Tropea) … ecco … una mezza idea mi è venuta!

  2. Dadi ha detto:

    I complimenti in questo caso non mi esaltano.
    Grazie, ma la questione è molto seria.
    Il punto – semmai non si fosse compreso nel mio sfogo – è che additiamo sempre tutto e tutti nelle ragioni di questo dramma; ma non si tiene conto di un coautore fondamentale.
    Chiaramente il figlio di buona donna che corre con il grosso suv a 120 sul Lungotevere è una pericolosa bomba; ma tanto quanto il percorso che affronta, irto di insidie che precludono l’efficienza del mezzo. Vivadio un Porsche Cayenne è costruito (e preparato) per andare a 250 all’ora.
    Tecnica e infrastuttura non vanno di pari passo: le strade sono le stesse di 50 anni fa’, con i medesimi problemi… anzi in molti casi peggiorati.
    Infine c’è la questione culturale. Leggi questa scenetta: strada ad ampio scorrimento con 2 corsie per carreggiata, file di macchina su entrambe le corsie (ovvio: è l’ora di punta… ma a Roma è sempre l’ora di punta, damn). Lo stronzo di turno deve prendere il caffé, ma deve parcheggiare d’avanti (perché altrimenti il sapore è diverso) e accosta la sua maledetta vettura a ciglio strada, occludendo – di fatto – una corsia: la cosa avviene con estrema naturalezza, come se nulla fosse, e se provi a protestare ci rimedi pure “mavaffa, che ca… vuoi!” Al che mi piacerebbe scendere e con una criccata gli spacco il parabrezza: ma oggi le macchine le fanno con il kit ripara gomme 😦
    Torniamo al caso. L’occlusione obbliga le vetture della corsia di destra a riversarsi su quella di sinistra, provocando un andamento a singhiozzo dell’una e dell’altra. Un tizio più indietro vede che le vetture al suo fianco camminano e lui invece è fermo, decide allora che (lui non è più fesso) ne debba approfittare e zac scarta sull’altra parte con la velocità di un cobra, salvo poi fermarsi 5 macchine più avanti perché la realtà è che il traffico è uguale per tutti; nel mentre un ciclomotore procede tra le macchine. L’automobilista di prima non ci pensa neppure a verificare se arriva qualcuno, il motociclista non fa in tempo a frenare, tanto è veloce l’operazione ed ecco un incidente che – molto spesso – risulta mortale per il pilota della 2 ruote. Tre comunissime abitudini del traffico hanno decretato una vittima.

    PS: che idea? ti trasferisci a Tropea? ma se uno avesse la possibilità di non lavorare, sai a che velocità mi ero andato a ritirare in qualche casale dell’agro pontino oppure in etruria? mica bisogna arrivare fino in Calabria

  3. Sraddino ha detto:

    Perché non lavorare? Io mi riferivo al lavoro in un posto più vivibile

  4. ChiamamiAquila ha detto:

    quste strade fanno di noi i migliori piloti al mondo!!
    chi sopravvive in queste condizioni è un mostro…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...