Chi ha paura dell’uomo nero?

Pubblicato: 31 ottobre 2008 da Dadi in Internazionale, Politica, Sport, Stati Uniti
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I prossimi 4 giorni si fanno veramente caldi, per il popolo di origini africane.
Nei prossimi 4 giorni potremmo assistere al più grande trionfo (e opportunità) che a memoria sia mai stato realizzato dalla gente c.d. di colore.
Due eventi, tanto distanti, ma curiosamente assolutamente identici.

Il tutto prende inizio fra poche ore, domenica 2 novembre (giorno in Italia di commemorazione dei defunti… curiosa casualità) quando, sul circuito di San Paolo, Lewis Hamilton proverà in un’impresa senza precedenti nella storia: essere il primo pilota nero ad aggiudicarsi l’iride di Campione del Mondo della Formula 1.

Poi (il giorno dopo) sarà la volta dell’altro grande nuovo corso, altro evento inedito, sempre di pelle scura: Barack Hussein Obama, attuale giovane (47 anni) senatore dello Stato delle Praterie, l’Illinois, è in corsa per la poltrona di Presidente degli Stati Uniti d’America, ossia per diventatare quello che volgarmente è chiamato l’uomo più potente del mondo. Niente male.

Non so decidere su chi dei 2 saprà imporre la sua legge; magari tutti e due; oppure nessuno.

Certo è che il primo, il pilota inglese della McLaren, ha dalla sua un ampio vantaggio “reale” (e non basato su sondaggi) e l’opportunità di poter perdere soltanto lui.
Non sarebbe una novità, ovviamente, essendo già capitato esattamente 12 mesi fa’, esattamente sul tracciato carioca e quando Hamilton aveva, anche in quella circostanza, il cospicuo margine di 7 punti sul rivale in rosso (allora Kimi Raikkonen): in quella circostanza successe appunto che vinse il biondo (e bianchissimo) finlandese e perse il nero (e dopo ancora più scuro, dall’arrabbiatura) Hamilton.

Viceversa il senatore dell’Illinois è in cima alle preferenze dell’America tutta (ormai sembra che persino gli animali domestici e i cheese-burger voterebbero per Obama), ma pur sempre di sondaggi si tratta. Il suo alter-ego è una persona strana; repubblicano, perché iscritto nel partito dell’elefantino, ma decisamente liberal da essere inviso ai sostenitori più ortodossi. In più McCain appare inadeguato per l’età con i suoi 72 anni.
Però dalla sua ha il colore della pelle. Saremo pure nel 2008; ma quanti d’avanti alla scheda elettorale tra qualche ora penseranno a Barack Obama, lo immagineranno definitivamente seduto sull’immensa poltrona di pelle nella sala ovale della Casa Bianca (si continuerà a chiamare così? scusate la battuta: non ho saputo resistere 🙂 ) e come colui che governerà le sorti degli USA, prima, e di gran parte del mondo, in seconda battuta; quanti riusciranno a fare il gesto d’avanguardia.

Nel day after tomorrow potremmo svegliarci in un nuovo mondo. Migliore o peggiore non so.
Da tifoso Ferrari spero che il pilota anglocaraibico non riesca nell’impresa.
Viceversa non ho preclusioni per l’altra sfida; non dico che non sia importante; non può essere, cioé, che quanto accada negli States non interessi (e influenzi) il resto del pianeta, nel bene o nel male. Solo che non posso esprimere giudizi di merito, non conoscendo il merito; fossi un elettore a stelle e strisce molto probabilmente non lo voterei, ma …

Qualche giorno fa’ (mi è testimone Dio e – molto più prosaicamente – mia moglie) azzardai un improbabile pensiero fantastico alla Stephen King: “pensa se Barrack Obama sia appoggiato – in termini di finanziamento e, magari, non solo – da Al Keida, per la vera strategia del medio oriente di conquista sull’orrido capitalista“.
Poi come un lampo che squarcia il buoi, capita a fagiolo il messaggio passato poche ore or sono su internet da Osama Bin Laden, e fa riflettere non poco. Ma se vogliamo proseguire su questo ambito di fanta-politica, niente di strano pensare che sia l’artefatto proprio dell’attuale condomino della White House (che ancora comanda CIA, FBI e servizi segreti). Un po’ più fantascientifico, è vero, dal momento che se così fosse i talebani ci metterebbero pochi secondi a smentire (e far fare la figura dei coglioni ai repubblicani) su Al Jazeera.

Si divertono anche così.
Ma li capisco, poverini: loro non hanno né “L’isola dei famosi” né “La Talpa“.

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commenti
  1. iBronzi ha detto:

    Non c’è che dire: EN-PLEIN!

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