TRA 3 GIORNI comincia ufficialmente la stagione motoristica 2009 della MotoGP con i primi test a Sepag in Malaysia, dal 5 febbraio 2009.

Il calendario delle gare utile per il campionato è stato presentato dalla FIM; tocca i 4 continenti (con la sola assenza dell’Africa: ancora il paese dei poveri) e avrà inizio il prossimo 12 aprile nella Penisola Araba per concludersi – dopo un’avventura lunga 18 gran premi – l’8 novembre a Valencia.

Di seguito abbiamo il piacere di presentare e, l’ardire, di spiegare i circiuti che compongono il mondiale 2009.

12 aprile 2009 – Losail Circuit – Qatar

losail_circuit1Il Losail International Circuit è situato appena fuori Doha, nel Golfo Persico Stato del Qatar.
Costruito in poco meno di un anno, con l’impiego di 1.000 lavoratori ed un costo di $ 58 milione, è entrato subito nel circus motomondiale con il primo Marlboro Grand Prix del Qatar nel 2004 che vide la vittoria di Sete Gibernau.
La pista ha una lunghezza di 5,4 km, con un rettilineo principale abbastanza importante superando di poco il chilometro (1.068 metri). Ovviamente creato in mezzo al deserto, è stato necessario circondarlo da erba artificiale per fermare la sabbia che il vento spinge nella pista (non sempre con esito felice). 16 curve completano il tracciato, di cui 10 a destra e le restanti 6 con raggio a sinistra.

L’anno passato si è provato per la prima volta una gara in notturna, non entusiasmando: assolutamente superflua, oltre allo spreco incredibile di energia elettrica (e poi ci rompono le scatole perché il led del vcr resta accesa in stand-by 😐 ).
Comunque, l’illuminazione del circuito Losail, messa in opera dalla Musco Lighting, rappresenta il più grande progetto permanete di luce artificiale dello sport al mondo.

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26 aprile 2009 – Motegi – Giappone

Il Twin Ring di Motegi è un bellissimo complesso, di proprietà della Honda, che sorge tra le meraviglie naturali del quartiere Kanto settentrionale sulle colline a nord ovest di Tokio; è composto da due circuiti (ecco perché twin), un ovale di 2,4 km e la pista su strada di 4,6 km costruito secondo le normative internazionali per farlo rientrare nella ranking mondiale FIA.
Il colosso giapponese ideò il tracciato come area di collaudo a metà del 1997. Dal 2000 ospita il Gran Premio del Giappone per il MotoMondiale; mentre l’ovale è meta del programma corse delle formule americane.

Più che un solo autodromo, il Twin Ring e un vero e proprio “centro motoristico” aperto tutto l’anno, con Hotel, Centro Congressi, ristorante, un parco con specie floreali e faunistiche protette, un area per bambini e soprattutto l’Honda Collection Hall, il museo storico della casa dove sono conservate centinaia di mezzi che hanno fatto l’epoca dell’ala dorata da più di mezzo secolo.

La pista stradale, per la competizione motociclistica misura 4.801 m., con un bel rettilineo che misura 762 m.: leggermente in discesa, i bolidi della MotoGP riescono a superare i 300 all’ora prima della importante staccata a destra che porta alla esse dell’accesso ai box (il punto forse più bello del tracciato). A corredo ben 14 curve, 8 a sinistra e 6 a destra.
È una pista perfetta, quasi pianeggiante lungo tutta l’estensione, un fondo piatto e liscio e un asfalto ovviamente ideale, con ottimo grip senza essere particolarmente abrasivo.
Però, proprio la struttura catenzata del tracciato, con curve da seconda marcia in sequenza raccordate da brevi rettilinei esaltano le doti ciclistiche e motoristiche (staccata, piega e riaccellerazione e così di seguito), ma meno le funamboliche abilità dei centauri, che sono apparsi sempre tutt’altro che entusiasti.

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3 maggio 2009 – Jerez – Spagna

Il Circuito di Jerez si trova nelle vicinanze di Cadice in Andalusia, appunto a pochi chilometri a nord dell’omonima città di Jerez de la Frontera.
Venne inaugurato l’8 dicembre 1985. Portando in scena la prima gara di Formula 1 nel Gran Premio di Spagna nell’aprile del 1986. Mentre l’anno successivo ha ospitato per la prima volta una gara del Motomondiale.

jerez_circuitInizialmente misurava 4.218 metri con una larghezza della carreggiate di 11 metri. Nel 1992 vennero fatti alcuni lavori per renderlo più veloce con la modifica dell Curva Sito Pons a cui seguì, nel 1994, l’inserimento della Chicane Senna. Così ne risultò la lunghezza variata a 4.428 mt.
Presenta 13 curve di vario raggio che lo rendono un tracciato molto tecnico, anche se non velocissimo; questa è anche la ragione per cui la Formula 1 gli ha preferito Barcellona; ma è dove i team svolgono i test invernali di preparazione alla stagione motoristica.

L’anno passato si impose proprio lo spagnolo Dani Pedrosa, nel campionato MotoGP.

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17 maggio 2009 – Le Mans – Francia

mgp-lemans09wsIl circuito di Le Mans si trova a 125 miglia a sud-ovest di Parigi, nei pressi (tre miglia a sud) della città di Le Mans. Il tracciato per la gara del MotoMondiale misura 4,18 km ed è stato costruito attorno al famoso circuito di 24 ore nel 1965.
Il circuito sfrutta il rettilineo principale e la velocissima curva a destra tra le tribune che conduce alla famosa chicane Dunlop. Il tracciato è composto da una sequenza di piccoli tratti in accelerazione seguito da staccate violente con tornanti di 180°.

Di notevole importanza (e degno di visita) è il Museo dell’Automobile di La Sarthe che si trova proprio all’inzio del circuito: uno spettacolare viaggio di scoperta nella terra dei automobilistica, con 3.600 metri quadrati di esposizione tra storie, notizie e pezzi di inestimabile valore storico e sportivo.

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31 maggio 2009 – Mugello – Italia

Il circuito del Mugello è stata sempre la cornice scenografica dove si sono svolte alcune delle più belle, appassionate e spettacolari gare negli ultimi tempi.
È luogo del Gran Premio d’Italia che – per la gioia di Diego, Elena Sofia e Sraddino – è sponsorizzato da… Alice.

Come sempre in terra di Toscana si perpetrerà la consueta prova di ardore; è pur sempre il gran premio italiano e molti sono i personaggi di prima grandezza che proprio qui (in patria di nascita o di adozione) vogliono mettere il proprio nome sull’alloro finale.

mugello_racing_circuit_track_mapLa tracciato si trova incastonato in un posto fantastico intorno alle colline del Barberino; ma la logistica è sempre stato il suo tallone d’achille: quanto più di 100 mila fan si riversano nel piccolo comune la situazione diviene insostenibile. Ciò non toglie che il circuito sia uno dei più belli in assoluto: velocissimo, grazie al lunghissimo rettilineo dei box di 1.141 m. (dove si raggiungono limiti inauditi), misto di saliscendi, curve di vario raggio in rapida successione che ti obbliga a restare con il fiato sospeso; penso alla bellissima sequenza che, dopo la staccata della San Donato (in fondo al rettilineo), ti trovi in discesa tra la Poggio Secco, la Materassi, fino alla Casanova… per poi trovarti con la pista che prende a salire su per le due Arrabbiata, per un nuovo pezzo in apnea tra Scarperia e il Correntario.
Sì amo il Mugello.

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14 giugno 2009 – Circuit de Catalunya – Catalogna

Il Circuito di Catalunya si trova a Montmeló, a nord di Barcellona, nella comunità autonoma spagnola della Catalogna. È sede sia del Gran Premio di Formula Uno di Spagna che del Gran Premio di Catalogna nel campionato del Motomondiale.

catalunya_circuit1Il tracciato si compone di lunghi rettilinei (di cui il più lungo di quasi un chilometro) e una serie di angoli, offrendo una vastità di impegni alle squadre nel corretto setting dei loro mezzi.
È molto amato dai motociclisti.
Il circuito è stato costruito nel 1991. Ha una lunghezza complessiva di 4.655 m. e si compone di 16 curve (6 a sinistra e 10 a destra).

Come già era accaduto a Jerez, anche in questo caso il pilota spagnolo della HRC-Repsol si è aggiudicato la gara nel 2008.

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27 giugno 2009 – Assen – Olanda

tt_assen_svgUna delle piste più belle, se non la migliore, presente nel calendario del MotoMondiale è quella di Assen, per il GP di Olanda.
Il nome completo è il TT Circuit Assen; Tourist Trophy per il fatto che inizialmente le corse si disputavano su strade aperte al pubblico (come nell’isola di Man).
È un tracciato molto particolare, conformato dalla mancanza, quasi totale, di rettilinei dritti, tipo Mugello o Shangai. Infatti il TT circuit è molto turtuoso e anche nei tratti in allungo bisogna costantemente correggere con leggere interventi a destra o a sinistra, cercando di prendere la giusta linea per limitare al limite i movimenti ed evitare di togliere la mano dal gas. E poi una serie infinita di curve molto tecniche e impegnative.

Nato nel 1925 è diventato dal ‘49 pista del motomondiale e non ha mai smesso. Appare infatti che il tracciato sia stato fatto proprio per le 2 ruote (le automobili ci corrono raramente). Tanto da meritarsi il titolo di “Università del motociclismo”.

Dopo diverse modifiche, oggi il tracciato misura 4.555 metri. L’ultima variante è stata fatta l’altro anno che ne ha smorzato un po’ la parte veloce, rendendo la pista meno affascinante. Sono presenti 11 curve a destra e 6 a sinistra.

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5 luglio 2009 – Laguna Seca – USA

Il Mazda Raceway di Laguna Seca, tracciato californiano, è poco conosciuto a noi europei, perché si corrono prevalentemente campionati d’oltre oceano.

Finalmente però nel 2005 fu introdotto nel campionato MotoGP. In verità ha ospitato il motomondiale anche nei 6 anni dal ‘88 al ‘94. Ma è storia di 15 anni fa’ e pochi se lo ricordano.

laguna_seca_svg1La pista è decisamente anomala rispetto agli standard della MotoGP; composto da curve secche da prendere in anticipo per compierle nella maniera più veloce possibile e da rettilinei caratterizzati da dossi e sali-scendi particolarmente impegnativi. E poi c’è lui “the Corkscrew”: il Cavatappi. Questa insidiosa e affascinante esse è da prendere a bassa velocità dopo essere saliti su per un breve rettilineo e uno scavallamento posto appena poche decine di metri prima dell’ingresso nella curva a sinistra… curva che avviene con un avvallamento verso il basso significativo per poi chiudere a destra: penso che l’effetto debba essere quello avvertibile sul carrello delle montagne russe.

Chi pensa alla spettacolarità delle gare non può non avere d’avanti agli occhi la strepitosa lotta al cardiopalma tra Valentino Rossi (Yamaha) e Casey Stoner (Ducati) l’anno passato: WOW
Da quella data in pratica c’è stata la svolta del campionato a favore del tavugliese.

P.S.: la gara americana è riservata alla sola categoria della MotoGP.

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19 luglio 2009 – Sachsenring – Germania

Il circuito del Sachsenring è situato, nella Sassonia tedesca, nell’ex Germania dell’Est, a una novantina di km da Dresda, 45 km a sud di Lipsia e 10 km da Chemnitz.

Vanta una buona storia, avendo ospitato la prima gara di moto nel lontano 1927, ovvero 80 anni fa’. Il vecchio circuito però era profondamente diverso dall’attuale. Infatti nel 1990 le nuove direttive di sicurezza determinarono la sospensione delle gare del motomondiale al Sachsenring obbligando l’esecuzione di lavori di ristrutturazione profondi.
Questi portarono alla realizzazione del tracciato proprio all’interno del vecchio ring; così dal 1998 ospita nuovamente con regolarità il GP di Germania.

sachsenring_svgHa una lunghezza di 3.671 metri risultanto uno dei più corti del mondiale. Presenta 4 curve a destra e 10 a sinistra. Sicuramente è uno dei più lenti, con una velocità media di percorrenza sotto i 160 km/h.
Talmente lento e ondulato con una infinita serie di curve che fanno girare su se stesso il tracciato, da meritare il nomignolo, non tanto affettuoso, di “parcheggio” da parte del pluricampione Valentino Rossi.

Il corto rettileneo dei box (solo 780 metri) è la parte più veloce del tracciato: infatti la massima velocità si raggiunge proprio pochi metri dopo il traguardo. Poi è una serie senza fine di curve a iniziare dal cavatappino in discesa dopo la staccata in fondo al rettilineo. Oppure quella che reputo la curva più lunga mai vista che porta dalla Sternquell alla curva 8 (in pratica si sta sempre in piega e si dosa acceleratore e freni per impostare la migliore traiettoria).

Ritengo che per vincere al Sachsering ci sia bisogno di una motocicletta molto equilibrata e con un’ottima trazione: gran parte del percorso si effettua in piega e il rischio di perdita di aderenza in accelerazione è tanta.
L’unica incognita che non dovrebbe venire quest’anno è… dalle gomme 🙂

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26 luglio 2009 – Donington Park – Gran Bretagna

Nel verde del Leicestershire nell’East Midlandssul troviamo il circuito di Donington Park dove si corre il Gran Premio d’Inghilterra.
È sede della competizione dal 1987, quando ha preso il posto di Silverstone. Misura 4.023 metri e presenta 11 curve (7 a destra, 3 a sinistra più la Foggarty esses alla fine del rettilineo).

Donington è un circuito storico, forse anacronistico per quanto riguarda la struttura e la logistica, ma può vantare una delle piste più belle dell’intero campionato, per piacere di guida e anche per lo scenario in cui è incastonata.

Il tracciato è un saliscendi molto tecnico, veloce nella prima parte, più lento nella seconda. Nelle ultime tre curve, per la presenza di frenate secche e curve molto strette, è più facile tentare il sorpasso e non è un caso che la maggior parte dei duelli si risolvono in questo tratto.

Caratteristica distintiva del tracciato è la curva veloce Craner, che si affronta in quinta ma con una certa “cautela” perché è in discesa, ingannevole ed estremamente tecnica. Qui è fondamentale impostare in anticipo la giusta traiettoria. Viste le caratteristiche della pista completamente differenti, con una prima parte veloce, dove è richiesta una guida pulita, e una seconda, decisamente più lenta, dove occorre essere più aggressivi, occorre trovare una messa a punto particolare. Un buon compromesso tra scorrevolezza, frenate possenti e forti accelerazioni: il pilota ha bisogno di una moto precisa per la sezione veloce e agile per il secondo tratto decisamente più nervoso.
Non ci sono rettilinei significativi (il più lungo è di soli 564 metri) dove si possa sfruttare il motore.

A farla da padrone, però, potrà essere il tempo, dal momento che l’incognita più grande sono le condizioni meteo e le temperature che – come d’abitudine da queste parti – possono variare rapidamente.

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16 agosto 2009 – Automotodrom Brno – Repubblica Ceca

Il circuito, denominato ufficialmente Circuito di Masaryk dal nome del primo presidente della nazione, Tomás Masaryk, sorge vicino alla omonima città Brno, che è seconda solo alla capitale Praga, con quasi 400 mila abitanti.

Il tracciato è di quelli storici, come molti tipici del nord-est Europa. Nasce negli anni ‘20 e misurava originariamente 29,142 chilometri sviluppato su percorsi cittadini e aperto a competizioni automobilistiche.
Soltanto negli anni ‘50 (dopo che era stato accorciato di 11 km) si vedono competizioni motociclistiche. Ma non ammesse al mondiale. Almeno fino al 1965, anno in cui la MV Augusta inaugurò la prima gara ufficiale con una doppietta con i piloti Mike Hailwood e Giacomo Agostini.
Nel 1975 è stato ancora ristrutturato, portando la lunghezza complessiva a 10.900 metri, ma ancora le rigide regole sulla sicurezza permisero l’utilizzo solo per classi minori. Fino al 1986, quando venne inaugurato, l’attuale tracciato.

brno_formerly_masaryk_svgLunga 5.403 metri, è una pista lenta e articolata con ben 14 curve di vario raggio e tipologia (8 a destra e 6 a sinistra) e il rettilineo più lungo di soli 636 metri, tale che le velocità massime riescono a superare di poco i 280 km/h. Inoltre una varietà di sali e scendi completano uno scenario molto complesso per piloti e ingegneri, obbligandoli alla perfezione.
Viene percorso 22 volte dalla classe regina, 20 dalle quarto di litro e 19 volte dalle 125cc.

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30 agosto 2009 – Indianapolis – Indianapolis Gran Prix

Si corre per la seconda volta il Gran Premio di Indianapolis, a compleatare un forte richiamo per il pubblico ‘stars&stripes’ verso i centauri della MotoGP.
2008-indianapolis_trackmapL’altro anno la corsa è stata di Valentino Rossi, in una gara ricca di colpi di scena per via delle condizioni meteo che obbligarono la direzione corse a sospendere (e dichiarare poco dopo conclusa definitivamente) la competizione a 7 giri al termine.

Del mitico tracciato dell’Indiana – dove si celebra ogni anno l’evento spettacolare motoristico per eccellezza per gli estimatori yankee con la 500 miglia – rimane ben poco, ad eccezione di un pezzetto di rettilineo davanti ai box e da mezza curva parabolica lato sud.
Però conosco poco il tracciato per saper dire qualcosa… d’interessante.

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6 settembre 2009 – Misano – San Marino

misano_circuitDopo 14 anni di assenza, il Motomondiale è ritornato l’anno scorso a Misano Adriatico. Regno incontrastato fino a quella data della SuperBike… ora spodestato!

La pista misura 4.180 m. e presenta 14 curve, di cui 5 a sinistra e 9 a destra; il rettilineo non offre grandi opportunità velocistiche, essendo solo di 565 m.
Rispetto alla SBK, in MotoGP si gira al contrario (ossia in senso orario).

Nel 2008 fu l’ennesima bella prova del Dottor Rossi che, assieme al compagno di squadra Jorge Lorenzo, fece il vuoto.

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20 settembre 2009 – Balatoring – Ungheria

balaton-ring-projectNew entry per la stagione 2009, il Balatonring Circuit Zrt è un circuito ungherese situato nelle vicinanze del Lago Balaton, da cui prende il nome; per la sua costruzione sono stati necessari 200 milioni di euro, e i lavori sono stati avviati il 6 novebre 2008 assicurando la completa esecuzione per la data fissata.

Questo nuovo tracciato, distante circa 180 km dalla capitale Budapest, è stato designato dalla Dorna come tappa del calendario 2009 della MotoGP in sostituzione di quello di Cina che negli ultimi anni non ha riscosso il successo sperato.

Ovviamente non si hanno notizie, salvo che avrà una lunghezza complessiva di 4.232 m. e composto da 16 curve.

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4 ottobre 2009 – Estoril – Portogallo

La gara si svolge sul tracciato ‘Fernando Pires da Silva’ (dal nome del costruttore) dell’Estoril in Portogallo.
Inaugurato nel 1972, vide inizialmente un impiego prevalente nelle competizioni automobilistiche. Dal 1984 è diventato appuntamento di Formula 1 fino al 1996.
Solo dal 2000 è entrato nel calendario del Motomondiale.

L’Estoril è una pista molto tecnica e impegnativa, composta da tratti veloci, staccate al limite, curve di vario raggio, alcune secche e altre ad andamento costante.
La lunghezza complessiva del tracciato è 4.182 m., ha 13 curve di cui 9 a destra e 4 a sinistra e il rettilineo più lungo, quello di partenza, misura 986 m.

A me piace moltissimo: in particolare trovo molto dura la prima curva in fondo al rettilineo dei box. Belle e impegnative sono poi i 2 tornanti di curva 3 e 4, il primo a destra e l’altro di ritorno a sinistra, che porta alla parte che a me piace di più: il semi rettilineo opposto ai box; seconda, terza, quarta e quinta e si affronta a 210 km all’ora la curva 5 che interrompe questo pezzo di pista; l’asfalto è molto sconnesso e sono molti i piloti che sfruttano il pezzo di cordolo posto nella parte esterna, per evitare di chiudere il gas o, peggio, uscire di strada.
L’ultimo tratto fantastico è la gincane, introdotta nel 1994, di curva 9. Molto insidiosa perché si avvita su se stessa ed è in salita; una specie di cavatappino; non come quello di Laguna Seca, però…

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18 ottobre 2009 – Phillip Island – Australia

Phillip Island si trova a Victoria, 140 chilomentri a sud-est da Melboune. È una località famosa e incantevole, con le bellissime spiagge dove fare il bagno e – soprattutto – meta dei surfisti. Spettacolo nello spettacolo è la passeggiata dei pinguini sulla spiaggia di Summerland: nelle sere d’estate si possono vedere fino a 6.000 di questi simpatici pennuti rientrare dopo una giornata di pesca.

Il Phillip Island Grand Prix Circuit ha una lunghezza di 4.445 m., è composta da 12 curve, cui 7 a sinistra e 5 a destra; il rettilineo del traguardo, lungo 835 m., è il punto più veloce del circuito: le MotoGP sfiorano i 315 km/h.

Il primo circuito dove si è corso a Phillip Island (anche se si trattava in realtà di un tracciato naturale, creato intorno all’aeroporto) è datato 1928.
Solo negli anni ‘50 però vede alla luce la vera pista.
Nel 1989 si è svolta la gara classe 500 cc, vinta da Wayne Gardner; è entrato nel giro del MotoMondiale successivamente solo nel 1997.

Bellissimo questo circuito, caratterizzato da curve tecniche, impegnative ma anche molto guidabili. I sali-scendi offrono una movimentazione alla gara: in certe parti le accelerazioni e velocità delle motociclette deve far sembrare di essere al luna-park.

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25 ottobre 2009 – Sepang Circuit – Malesia

Il circuito internazionale di Sepang si trova in un’area molto prestigiosa, costellata di grandi e lussuosi alberghi, campi da golf, negozi e impianti sportivi; distante una cinquantina di chilomentri a sud di Kuala Lumpur.
È uno dei tracciati più lunghi del motomondiale; ed è caratterizzato da un caldo opprimente, soprattutto se i livelli di umidità sono alti, come è tipico in questa zona.
La sua lunghezza è di circa 5.545 m. Si aggiungono 15 curve, 10 a destra e 5 a sinistra, e 2 rettilinei importanti, uno di seguito all’altro con un tornante che li divide (per la forma viene chiamato ‘forcina da capelli’); sul primo, quello opposto ai box, si raggiunge la massima velocità.

La pista è unanimamente considerata molto bella, tecnica e veloce. Racchiude ogni tipologia di condizione per una gara: curve lente che girano su se stesse e altrettante molto veloci da affrontare a gas aperto confidando nella tenuta; misto a tratti di allungo e dei due rettilinei di cui si diceva.
Volendo, la pista può essere divisa in due parti, demarcati dall’area dei box, per essere usato per differenti tipi di competizioni.

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8 novembre 2009 – Comunitat Valenciana – Valencia

L’arrivederci, come di consueto, avverrà a Valencia.

Il ‘Gran Premio de la Comunidad Valenciana‘ si svolge a Cheste, pochi chilometri a nord di Valencia.
Il tracciato, intitolato a ‘Ricardo Tormo Blaya’ (pilota di moto locale, campione del mondo classe 50 cc ‘78 e ‘81, scomparso nel 1998 per leucemia) è stato completato nel 1999 e l’anno stesso ha ospitato la sua prima gara.

È uno dei pochi circuiti mondiali che ospita sia la MotoGP che il campionato SBK, insieme a Assen (Olanda), Phillip Island (Australia) e Losail (Qatar).

Ha una lunghezza di 4.005 m. composto da 14 curve, 9 a sinistra e 5 a destra, il rettilineo più lungo (quello della partenza) è lungo 876 m. e ha un senso di rotazione antiorario.

Ai piloti in generale questa pista piace in moto particale; mentre io non mi sono mai particalarmente appassionato: forse sarà un problema di riprese televisive, o forse che capitando all’ultimo atto – e di norma a giochi già fatti – non ci si rimane molto accalorati… anche se qui Rossi ci perse un mondiale, cadendo in modo banale (quel titolo finì, per la cronaca, sulla casacca del neo-acquisto della Ducati, per 2009, Nicky Hayden).

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Buon divertimento.

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commenti
  1. […] Fonte: MotoMondiale 2009: il calendario e i circuiti … […]

  2. Sraddino ha detto:

    Grande! Si vede che hai un saaaaaaaaacco di tempo libero eh!!

    Appena ne avrò anch’io lo leggerò tutto! Intanto hai pensato a una formula che mi eviti di offrirti continuamente cene????

  3. dadi ha detto:

    Considerando che sono stato vicino a passare a miglior vita, di tempo me ne voglio prendere tanto 😉
    Il fatto che il pezzo sia lungo e’ perche’ dovrebbe essere letto di volta in volta 🙂
    Infine, nn vuoi più perdere le scommesse? Non scommettere per la Suzuki 😛

  4. Sraddino ha detto:

    Ah ah ah … (e non è una risata sincera ma forzata perché non mi hai fatto ridere 😀 )

  5. ChiamamiAquila ha detto:

    Sraddino, devo fare i complimenti anke a Dadi sennò si offende 😀
    Cmq hai tanto tempo 😉

  6. Sraddino ha detto:

    Lo so lo so .. è peggio delle donne!!

  7. Dadi ha detto:

    anch’io riesci coi vaffa :@ 🙂

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