A Le Mans piatto forte: Lorenzo in umido

Pubblicato: 18 maggio 2009 da Dadi in Motomondiale, Motori, Sport
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jorge-lorenzoNei pressi de Le Mans nella Francia occidentale, troviamo il mitico circuito Bugatti, famoso perché ci corre la 24 ore più importante al mondo.

Domenica 17 maggio 2009, si è corso – inoltre – il 4° appuntamento del campionato mondiale della MotoGP.
Una gara decisamente interessante e piena di colpi di scena. Dovuti anche (se non soprattutto) a un week-end particolarmente variabile dal punto di vista meteorologico. Che ha obbligato le squadre a spremersi le meningi nelle tattiche.

Da dove cominciamo? Direi … dalla fine 😉
Cioè dalla classifica finale:

Pos. Pilota Nazione Team Total time
1 Jorge LORENZO SPA Fiat Yamaha Team 47’52.678
2 Marco MELANDRI ITA Hayate Racing Team 17.710
3 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team 19.893
4 Andrea DOVIZIOSO ITA Repsol Honda Team 20.455
5 Casey STONER AUS Ducati Marlboro Team 30.539
6 Chris VERMEULEN AUS Rizla Suzuki MotoGP 37.462
7 Colin EDWARDS USA Monster Yamaha Tech 3 40.191
8 Loris CAPIROSSI ITA Rizla Suzuki MotoGP 45.421
9 James TOSELAND GBR Monster Yamaha Tech 3 50.307
10 Toni ELIAS SPA San Carlo Honda Gresini 53.218
11 Alex DE ANGELIS RSM San Carlo Honda Gresini 53.550
12 Nicky HAYDEN USA Ducati Marlboro Team 56.647
13 Yuki TAKAHASHI JPN Scot Racing Team MotoGP 56.688
14 Randy DE PUNIET FRA LCR Honda MotoGP 1’11.299
15 Niccolo CANEPA ITA Pramac Racing 1’15.385
16 Valentino ROSSI ITA Fiat Yamaha Team 2 Lap

Ha vinto, quindi, Jorge Lorenzo; e pure con facilità: in testa dalla partenza al termine e il distacco sul secondo (quasi 20”) lo dimostrano ampiamente. Ma ancor più eclatante è il secondo posto di Marco Melandri con la (poco ufficiale) Kawasaki diretta dal Hayate san (anche se detta la contrario sarebbe meglio: san Hayate!! 8) ).
Chiude il podio l’altro spagnolo Dani Pedrosa, davanti al compagno di squadra Dovizioso, dopo avergli recuperato quasi 5” in 10 giri. Quindi Stoner, poi Vermeulen, Edwards, …
E Rossi? Scorrendo la lista vediamo… Valentino ha passato il traguardo al 16° posto, fuori dalla zona punti e a 2 giri di distacco dal vincitore. Cosa è successo?

Tutto può essere racchiuso con la partenza della gara dopo che per tutta la mattinata è piovuto in modo significativa che ha allagato la pista e costretto tutte le squadre a partire con gomme da bagnato; con le moto sostitutive, con pneumatici d’asciutto, pronte ai box in attesa che l’asfalto si asciugasse; soprattutto se non dovesse ricominciare a piovere.

Al via Pedrosa ha la prima casella, seguito da Lorenzo (che all’allineamento dopo il giro di warm-up si confonde persino come un novellino) e Stoner a chiudere la prima fila; poi Rossi, Dovizioso e Edwards; 3^ fila con il duo della Suzuki, Vermeulen e Capirossi, seguiti da Marchino Melandri.

Pronti via e il maiorchino di casa Yamaha balza prepotente in testa (che non perderà più fino al termine). Buon avvio anche di Casey Stoner, ma dopo poche tornate si ritrova risucchiato indietro, al 7° posto.
La pista si sta asciugando. Chi si prende il rischio di tentare le gomme d’asciutto?
Proprio Valentino Rossi per dare una svolta dal momento che vede che non riesce a prendere terreno a Lorenzo che gira su questa pista umida come una palla di fucile.
Dietro di lui entra anche Pedrosa a tentare miglior sorte.

Forse la pista è ancora troppo bagnata; o probabilmente le gomme erano ancora molto fredde. Fatto sta che al tornantino Rossi scivola in terra e rovina la motocicletta; riesce comunque a rimetterla in piedi e tentare la via del paddock: il regolamento stabilisce che si possa cambiare la motocicletta purché con pneumatici differenti rispetto a quella sostituita; almeno 1 gomma; così i tecnici Yamaha hanno preparato la sua M1 con una rain al posteriore e una slick avanti. Giusto quello che serve per farlo tornare in pista e rientrare subito dopo per prendere quella definitiva: una bella giostra. Ma, come se non bastasse, in uscita dai box ha superato il limite di velocità, così gli tocca pure un ride- through. Praticamente, dopo il successivo cambio moto, i passaggi in zona paddock sono stati 4. Che gli costano i quasi 4 minuti di ritardo dal battistrada.

Il gioco dei cambi (fai la cosa giusta al momento giusto) gratifica Marco Melandri e la sua Kawa-Hayate che si trova ben sicuro al 2° posto. Anche l’altro italiano, Andrea Dovizioso, sembra tranquillo in terza posizione. Ma mai dire mai.
Quasi dovesse farlo per copione di scena, Dani Pedrosa comincia a tirare; anche se 5 secondi di distacco dal compagno di squadra rendono l’evento quasi impossibile; invece il divario si assottiglia giro dopo giro; anzi settore dopo settore: siamo all’ultimo giro con le due Honda HRC del team Repsol francobollate; appare adesso ineluttabile l’eventualità che il giovane pilota di Forlimpopoli possa essere scavalcato; e così è. Ci fossero stati 2 giri extra, probabilmente anche Melandri sarebbe stato ripreso.
Segno di queste variabili condizioni meteo e del cambio moto.
Certo ci fossero le intermedie come nella Formula 1. Hanno voluto il monogomma? Potevano pensare a questa necessità!

Però la classifica è particolarmente gustosa e i 4 piloti di vertice, Rossi, Lorenzo, Pedrosa e Stoner sono racchiusi in 8 punti.

Così la classifica dopo 4 gare:

Pos. Pilota Nazione Team Punteggio
1 Jorge LORENZO SPA Fiat Yamaha Team 66
2 Valentino ROSSI ITA Fiat Yamaha Team 65
3 Casey STONER AUS Ducati Marlboro Team 65
4 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team 57
5 Marco MELANDRI ITA Hayate Racing Team 43
6 Andrea DOVIZIOSO ITA Repsol Honda Team 43
7 Colin EDWARDS USA Monster Yamaha Tech 3 35
8 Chris VERMEULEN AUS Rizla Suzuki MotoGP 31
9 Loris CAPIROSSI ITA Rizla Suzuki MotoGP 27
10 Randy DE PUNIET FRA LCR Honda MotoGP 26
11 Toni ELIAS SPA San Carlo Honda Gresini 21
12 Alex DE ANGELIS RSM San Carlo Honda Gresini 20
13 James TOSELAND GBR Monster Yamaha Tech 3 17
14 Mika KALLIO FIN Pramac Racing 16
15 Nicky HAYDEN USA Ducati Marlboro Team 9
16 Sete GIBERNAU SPA Grupo Francisco Hernando 8
17 Yuki TAKAHASHI JPN Scot Racing Team MotoGP 8
18 Niccolo CANEPA ITA Pramac Racing 3

Altre competizioni.
In 250 cc super podio tricolore con Marco Simoncelli primo e Roberto Locatelli 3°; in mezzo Hector Faubel.
La cronaca: pioggia battente; Bautista in pole perde 10 posizioni in partenza; subito diverse vittime della pioggia: Shoya Tomizawa, Angel Rodriguez, Lucas Pesek, Mattia Pasini e Alex Baldolini. Tutto a vantaggio del romagnolo della Gilera che prende la testa e guadagna giro dopo giro distacco.
Bautista è ancora 1° in classifica, con un punticino di vantaggio su Aoyama e 19 su Barbera. Marco Simoncelli è 4° a 26 lunghezze sotto il leader (guadagna ben 6 posizioni).

In 125 cc c’è una strage di piloti: solo 15 (su 33 partenti) riescono a superare in piedi il traguardo.
La pioggia inizia a cadere a pochi minuti dall’inizio del Gran Premio di Francia. Tutti con gomme da bagnato e partenza perfetta per Nico Terol che prova subito la fuga.
Poco dopo Andrea Iannone e poi Simone Corsi finiscono al suolo. Solo l’abruzzese rientrerà in pista, ma in ultima posizione.
La pioggia miete vittime: Pol Espargaro, Johann Zarco, Steven Le Coquen, Danny Webb, Sturla Fagerhaug e, per errore di Joan Olive, anche Marquez si spalmano al suolo già dopo 6 giri.
Simon guadagna un buon vantaggio e vince la sua prima gara stagionale.
Sul podio salgono lo spagnolo Julian Simon, davanti Jonas  Folger e Sergio Gadea. Solo 7° Iannone.
Classifica: 1° Simon (55 punti), 2° Smith (49,5) e Iannone (46,5).

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commenti
  1. Sraddino ha detto:

    Commento lampo: MotoGP…no comment ma sono arcicontento per SuperSIC in 250!!! 😉

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