Dead Space: lassù qualcuno porta sfiga!

Pubblicato: 27 maggio 2009 da Dadi in Games, Informatica, Technology
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Dead_Space_Box_ArtPer la prima volta ho deciso di trattare un discorso video-ludico della mia consolle XBOX 360.
Non so se sarà anche l’ultima volta oppure la prima di tante. PAURA?!! 😉

Il motivo non è da ricercare nel voler dare suggerimenti, oppure la trama o consigli. Di questo è pieno internet.
Ma perché tra un’imprecazione e l’altra mi è sorto un dubbio: ma qualcuno portasse jella!

Cominciamo per ordine.

Dead Space è obiettivamente un buon titolo di battaglia in 3^ persona prodotto dalla Electronic Arts, che si pone a mezza strada tra Gears of War e Resident Evil 5 e si propone di convogliare le aspettative degli utenti e destimatori di entrambi questi bestseller; non è più recentissimo, essendo uscito qualche mese fa’ (per la precisione in occasione di Halloween del 2008).
Io però l’ho acquistato solo pochi giorni fa’ e quindi per me è nuovo 8)
Non sono un giocatore compulsivo, di quelli che debbono avere il titolo ultra recente a tutti i costi (eccezion fatta per Fallout 3, Gear of War 2 e Resident Evil 5 @:-) ).

Attenzione: non l’ho ancora completato: dovrebbe essere composto da 12 o 13 parti, mentre io al momento sono arrivato – è stata veramente dura – all’inizio del 7° capitolo.

L’antefatto parte dalla storia di un’astronave trivellatrice planetaria, la USG Ishimura, che invia una richiesta di soccorso.
Il gioco quindi inizia quando un gruppo addetto alla riparazione di astronavi della compagnia mineraria arriva nei pressi della Ishimura.
Giunti sul posto, la minuta compagnia di soccorso si rende conto che non è una normale richiesta di riparazioni, come aveva pensato all’inizio.
Infatti il ritrovamento di uno strano artefatto alieno durante uno scavo minerario avrebbe decimato l’equipaggio e – soprattutto – la nave ancora ne porta i segni!!!
Un bel motiv da fanta-horror dove lo scopo del giocatore è quello di controllare l’ingegnere minerario Isaac Clarke, uno dei 4 membri di questa allegra combriccola, con l’unico obiettivo, nel bel mezzo di un’infestazione aliena (di proporzioni – scusate la licenza – galattiche), di riportare a casa la propria pelle. Per farlo, vivadio, si devono trucidare qualche centinaio di creature strane e deformi, di norma molto veloci, molto pericolose e cattive, e molte desiderose di cibarsi del vostro sangue; l’eroe per proteggersi non usa certo le tipiche armi convenzionali, alla Gears of War oppure Halo 3 per intenderci, ma strani aggeggi che dovrebbero nascere per scopi molto più tranquilli e civili, tipo la lama al plasma che serve per tagliare i minerali nel vuoto dello spazio siderale, ma… aiutati che Dio t’aiuta #_#
 
Fin qui nulla di male e strano. Più o meno 🙂
Aggiungo che il gioco è abbastanza inquietante (segno che i creativi hanno fatto un ottimo lavoro), con musiche ed effetti visivi in grado di tenere il giocatore sempre in ansia. Ci sarebbe anche la voce in doppiaggio di Dario Argento, nella versione italiana; che però non sembra dare valore aggiunto… niente a che vedere con Luca Ward (la voce del generale Massimo Decimo Meridio ne “Il Gladiatore“, per quanti non lo sapessero) nel doppiaggio del protagonista di Tom Clancy’s Splinter Cell, Sam Fisher: da brivido, quasi vale da solo l’acquisto del titolo.
Si passa da situazioni quasi impossibili da superare e nemici decisamente banali: a proposito, di norma, invece di produrre danni colpendo l’avversario nei punti vitali (troppo scontato?), bisogna sparargli agli arti!! Incredibile!!
Inoltre la stranezza più clamorosa che gli autori di Dead Space hanno inserito è quella di usare degli speciali “nodi” (come una specie di semilavorati cilindrici, della forma dei cancellini da lavagna che usavamo a scuola) per upgradare armi e tenuta: il problema è che per passare da un livello al successivo non basta usare un SOLO nodo, ma ci sono dei punti di contatto vuoti, che obbliga a dover usare anche  3 nodi per passare al livello superiore (!…!). Ma perché? Anche in considerazione che questi malefici nodi non abbondano sulla nave (infatti io ho usato il trucco per ottenere 7 nodi gratis, altrimenti…)

Tornando alla storia, inquietante o meno, ben fatto oppure no, il sistema è comunque molto standard con l’eroe che avanza in un percorso molto lineare (praticamente non si può navigare liberamente), svolgendo i vari incarichi che servono per portare in salvo il proprio culo e quello degli altri: Zach Hammond (uno strano pelatone di colore, che credo fosse il comandante della squadra) e Kendra Daniels (la immancabile dottoressa so tutto io); l‘altro componente del viaggio perirà durante l‘attacco iniziale degli alieni all‘inizio quando il protagonista si trova diviso dal resto della squadra.
Il però è d’obbligo, in quanto il povero Isaac si fa’ un mazzo come un facocero, ma ad ogni suo successo c’è l’immancabile richiamo di uno degli altri 2 suoi compagni (che invece non fanno assolutamente un cavolo, salvo rimanere nascosti) ad avvisare che “purtroppo” c’è stato questo o quel malfunzionamento e quindi deve fare immediatamente qualche altra cosa per rimettere a posto la situazione.
A scopo non esaustivo del mare di squilibri che accadono, per esempio, al cap. 2, dopo aver fatto delle peripezie senza fine per rimettere in modo il sistema di controllo della nave, ecco che Hammond ti chiama preoccupato che i serbatoi dei propulsori sono vuoti e la centrifuga gravitazionale è spenta, ed è compito tuo farlo! Va bene, lo faccio; comprenderete che sfacchinato significa! Pensate che alla fine i compagni siano sereni? Manco a dirlo, perché questa volta è il turno della femmina saccente ammonire che non siamo ancora fuori pericolo perché gli asteroidi minacciano la Ishimura; a chi tocca pensarci? Ma ovviamente a Isaac, ossia a te. Ma porca put… nera!!!
Poi quando, nel corso del cap. 4, sembra che tutto stia finalmente procedendo per il verso giusto, ecco problemi di ossigeno alla nave. Oppure nel cap. 6, dopo essere andato in giro a sistemare le cose (e ammazzare qualche decina di scarafaggi), finalmente in possesso del veleno da mettere in circolo per eliminare la creatura aliena che infetta il circuito di aerazione della Ishimura, Kendra ti avvisa che – purtroppo – non è servito a niente e quindi devi entrare nella stanza e uccidere (con le tue mani) l’infame; che per la cronaca è il Leviathan, un mostro immenso con 3 tentacoloni dal tocco amorevole e che sputa meteoriti dalla bocca a raffica, mentre tu hai soltanto qualche attimo per sparagli in bocca, un vero die hard: se ne esci, tu sei provato per l’intero giorno e il soldatino virtuale ha completamente finito le munizioni; e mo’ sono cavoli amari!!

Oltre tutto quando ti parlano, aggiungono quella maledetta frase che ti rimbomba “Isaac, non hai molto tempo!
Ti verrebbe di andare da loro e gridargli: “MA VAFFA… fallo tu allora, pezzo di mer…” 😛
E soprattutto: “ma possibile che vada sempre così male? Chi tra voi PORTA MALE??

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