Al buio senza elettricità per 1 centesimo

Pubblicato: 28 ottobre 2010 da Dadi in Inchieste, Società, Uova strapazzate
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Spesso ci troviamo a commentare eventi di una stranezza, pardon, un grottesco assurdo.

Ultimo in ordine di tempo è la storia di una cittadina, un’utente e una cliente della società Enel Energia che è rimasta 3 mesi senza elettricità in casa perché morosa… di un centesimo. ESATTO: un centesimo di euro!
Questo dopo essere stata per 40 anni pagatore modello!

Di seguito la storia,  vicenda raccontata sul sito dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria che si è mobilitata in favore dell’utente per ottenere un risarcimento e segnalare la compagnia elettrica all’Antitrust per pratiche commerciali scorrette:

L’ENEL NEGA L’ENERGIA PER UN CENTESIMO E L’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI CALABRIA CHIEDE I DANNI.

È la straordinaria storia accaduta ad un’utente ENEL rivoltasi all’Unione Nazionale Consumatori Calabria e che per motivi di privacy ometteremo di indicare le generalità e chiameremo semplicemente utente.
Nel 1970 l’utente stipula con Enel Energia un regolare contratto di somministrazione di energia elettrica per l’appartamento in cui abita, corrispondendo regolarmente le bollette relative al consumo familiare.
Improvvisamente in data 14.06.2010, dopo ben 40 anni di vigenza contrattuale e fiduciaria, Enel Energia effettuava il distacco della fornitura senza prima inoltrare, come previsto dalla vigente normativa e dalla carta dei servizi che prevede gli standard minimi di qualità da somministrare agli utenti, alcun preavviso né di diminuzione della potenza erogata, né di interruzione della fornitura stessa di energia elettrica.
Allarmata da quanto accaduto e soprattutto rimasta nella propria abitazione al buio, l’utente contattava immediatamente gli uffici amministrativi dell’Enel e provvedeva in data 01.07.2010 ad ottemperare al pagamento delle spese di distacco, pur di ottenere immediatamente il ripristino dell’energia elettrica e porre fine ai disagi patiti.
Sembrerebbe una storia di ordinario disservizio da parte dell’ENEL nel recapitare correttamente le fatture relative al consumo di energia e nell’omettere il preavviso di intimazione al pagamento se quanto esposto avesse avuto una conclusione, ma nonostante ciò l’ENEL continua a non riattivare la fornitura di energia elettrica.
A tale proposito la nostra utente ricontattava l’ENEL che reclamava il mancato pagamento di una bolletta dell’importo di Euro 0,01, proprio un centesimo che non potendo essere pagata on-line per l’esiguità dell’importo, veniva saldata in data 02.09.2010 con pagamento tramite bollettino postale con addebito di euro 1,10 di spese postali.
Nonostante ciò, l’ENEL provvedeva a ripristinare la fornitura di energia elettrica dopo ripetuti solleciti solo alla fine del mese di settembre 2010.
Tutto ciò ha dell’inverosimile secondo il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria, Avv. Saverio Cuoco, ma soprattutto ha causato alla utente notevoli disagi considerato il lungo periodo di mancata fornitura di energia elettrica che si è protratto per oltre tre mesi e che il somministrante ENEL non poteva sospendere l’esecuzione del contratto di energia senza dare congruo preavviso e aver documentato l’invio di qualsiasi bolletta al recapito del destinatario.
L’Unione Nazionale Consumatori Calabria ha inoltrato immediatamente all’ENEL una richiesta di risarcimento di tutti i danni patiti dalla utente e dalla propria famiglia a seguito della vicenda esposta, inoltre ha provveduto tramite il legale che assiste l’utente avv. Daniela Cormaci a segnalare l’accaduto allo Sportello del Consumatore presso l’Autorità per l’energia elettrica e il gas,nonchè all’Antitrust ravvisandosi l’esercizio di pratiche commerciali scorrette.

Ora la mia speranza (e, penso dopo aver letto questa, di molti) è quella di una sonora legnata a questi buffoni delle grandi compagnie che si muovono come elefanti in un negozio di porcellane e, soprattutto, non si rendono conto dei disagi che portano agli utenti, anzi più correttamente clienti che – fino a prova contraria – fanno vivere proprio queste società, senza un minimo di analisi critica.

Devono pagare un risarcimento che se lo ricordino nei 40 anni a venire: e vaffanQ!!!

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