Benzina: tanto oro quanto pesa

Pubblicato: 8 dicembre 2011 da Dadi in Economia, Italia, Società
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La questione che stiamo vivendo in questi giorni riapre ferite mai rimarginante; non tanto perché il danno inferto fosse stato forte (e lo è), oppure perché troppo vicino in ordine di tempo; ma perché è uno smembramento continuo.

Io stesso – lo ammetto senza pudore – vivo l’automobile oggi come un fastidio e un’ansia: non sono più in grado di farne a meno; ma l’idea di dovermi fermare e di mia spontanea volontà alzare le mani per farmi derubare da un benzinaio mi crea molto fastidio.

Non è assolutamente raro, quindi, che giri con il serbatoio fino a che la riserva non mi implori di rabboccarlo, nella spasmodica (e dico pure inutile) speranza di trovare il distributore che pratichi tariffe “umane”.

Su istanza di un amico, mi sono trovato a ricercare qualche elemento di comparazione nel nostro recente futuro, e provare a capire se stiamo (sto) facendo demagogia, oppure il vecchio adagio è vero: si stava meglio ieri.

Spulciando i dati statistici del Dipartimento per l’Energia del Ministero dello Sviluppo Economico, ho scoperto (e vi assicuro che sono dati mediani, non esposti dai picchi che – ahinoi – ci sono stati e anche molto pesanti) che 15 anni fa’ un litro di verde costava 0,925 euro mentre il diesel € 0,734; allo stesso tempo il greggio veniva meno di 16 dollari il barile (prezzo CIF – Cost, Insurance and Freight – che copre anche la spedizione e l’assicurazione per il trasporto del greggio).

Verifico allora che proprio il costo del petrolio ha determinato l’aumento dei prezzi dei carburanti, perché al suo crescere si verifica la salita di ugual misura del nostro esborso presso l’area di servizio; a parte i minimi storici del ’98 con circa $ 12 al barile, tale costo è sempre cresciuto negli anni; nel 2008 ha raggiunto il picco massimo storico con $ 132,56 al barile CIF; quest’anno la media è $ 110,53.

La corsa della distribuzione alla pari è stata irrefrenabile: si diceva di 15 anni fa’; nel 2001, prima dell’introduzione dell’euro, la verde passava 1 euro e 5 cent per litro e poco più di € 0,85 il gasolio. L’euro allora non ha segnato, stranamente, un forte balzo; ma il 2005 sì: sale il greggio, salgono i costi di produzione e la benzina costantemente lievita.

Guardate che progressione di costo medio di benzina verde e gasolio (ribadisco: sono dati medi, i picchi sono stati ben più sensibili):

2006:  1,284 (+5%)  –  1,164 (5%)
2007:  1,298 (+1%)  –  1,162 ( – )
2008:  1,380 (+6%)  –  1,342 (+15%)
2009:  1,232 (-11%)  –  1,081 (-19%)
2010:  1,363 (+11%)  –  1,214 (+12%)
2011:  1,546 (+13%)  –  1,431 (+18%)

In 5 anni abbiamo avuto complessivamente l’aumento sui prezzi medi al distributore per il 27% la verde e quasi del 30% il gasolio.

E il futuro si prevede ancora più nero.

Mi sembra interessante questo set di grafici che ho fatto per mettere a raffronto la componente dei costi negli anni per la benzina e il gasolio; l’IVA è ovviamente in sincrono con il costo industriale; diversa è il caso delle accise: un valore praticamente uniforme negli anni, cresciuto solo di poco più del 7% per la verde e del 10% per il gasolio dal 1996 al 2010.

 

Poi succede qualcosa; siamo nel corso del 2011, i vari revisori e analisti mondiali sparano a zero sull’Europa e sull’Italia; lo spettro della crisi (anche se fino a quel momento cautamente o incautamente non ammessa dal governo Berlusconi) è dietro l’angolo e ha le sembianze delle scene da Armageddon visti ad Atene; per fare fronte che bella pensata fanno i nostri governanti? aumentiamo l’IVA di un punto percentuale e le tasse sui carburanti (tanto ormai a chi frega qualcosa?): in pochi mesi nel 2011 le accise per la benzina è schizzata su del 10% e il diesel ben del 14%.

Si dimette il cavaliere e al suo posto chiamano il Professore, integerrimo, preparatissimo, super Mario Monti; è come un novello mago Merlino fa’ la magia: l’imposta al valore aggiunto da ottobre del nuovo anno salirà al 23% e già che ci siamo ritocchiamo – da subito – le accise che dovrebbero aumentare a gennaio rispettivamente di un ulteriore 13% (sale a 724,20 euro ogni 1.000 litri) per la benzina e 23% (a € 593,20) sul gasolio da autotrazione.

Amo analizzare con voi i 2 grafici. Faccio la premessa che IVA+accise superano sempre il costo industriale per la verde; anche per il carburante diesel, fatto salvo il periodo del prezzo record del greggio nel 2008; oggi è quasi alla pari (il costo figura un po’ più alto).

Nel grafico si vede come fino a fine 2007 (quando cominciò, appunto a salire il prezzo dell’oro nero) le accise erano una voce di costo sul carburante più significativo dello stesso costo industriale; come a dire che chi estrae, trasporta, raffina e distribuisce la benzina tratteneva per se una quota minore di quello che lo Stato in via sublimata si metteva in tasca per finanziare questo o quell’altro schiribizzo istituzionale. Dopo di che la stretta congiunturale e il decollo vertiginoso del prezzo del greggio ha determinato che i costi superassero il balzello. Ma di poco!

Per il gasolio questa inversione di tendenza è giunta un po’ prima, ossia circa 25-26 mesi prima.

A chiudere mi pregio di riportare questa bella e sintetica scheda riassuntiva dello stato dell’arte in questi 15 anni in termini di costo del petrolio e valori relativi ai carburanti fino al prezzo alla pompa.

Auguri a tutti noi, ne abbiamo bisogno 😐

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commenti
  1. Sraddino ha detto:

    Io mi chiedo soltanto una cosa: che possiamo e dobbiamo fare noi? Lasciare tutti la macchina a casa?

    • Dadi ha detto:

      tra un po’ sarà scontato.
      ciò che mi fa molto incacchiare è il fatto che chi ci “amministra” (così non corro il rischio di apparire contrario al governo 😉 ) sembra non tenere conto che la coperta è sempre quella, non si allunga per il fatto che aumenti i prezzi! riduci soltanto la disponibilità di godere il bene… e alla lunga? RECESSIONE!
      caxxo non ci vuole un caxxo di genio del caxxo!!!!!!

  2. Dadi ha detto:

    ovviamente come volevasi dimostrare: da qualche giorno non è difficile trovare la verde oltre quota 1,7 euro e la nafta a ruota…. 😦

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