Contributo ingiusto ai partiti italiani

Pubblicato: 20 aprile 2012 da Dadi in Inchieste, Politica
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CERCHIAMO di fare un po’ di chiarezza a quanti rimangono sbigottiti di fronte ai numeri che circolano sui media (telegiornali e quotidiani) circa il grosso esborso di soldi che sono usciti – diciamo – legalmente dalle casse dello Stato, foraggiate dalle tasse dei contribuenti e dal debito – costantemente in crescita – pubblico.

In Italia, il c.d. “finanziamento pubblico ai partiti” è stato abolito formalemtente con il referendum abrogativo nel 1993 (il sì vinse con il 90,3% dei voti).

Come spesso capita nel nostro fantastico e fantasioso Paese, parafrasando un antico adagio: abrogata la legge, gabbato con inganno.
Infatti, nella pratica è cambiato poco visto che è stata la legge abrogata viene immediatamente sostituita quella con la legge che prevede i “rimborsi elettorali“, L. 515/93, poi aggiustata con la legge n. 2 del 1997, “Norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici” che reintroduce sostanzialmente il finanziamento pubblico.
Il sistama prevede la contribuzione per le elezioni alla Camera, al Senato, al Parlamento Europeo, Regionali e per i referendum attraverso il 4 per mille dell’imposta sul reddito.
Ogni anno (la legge prevede la rateizzazione a quote annuali), i vari partiti ottengono dallo Stato, da noi, milioni di euro.

Come si è ben intuito, la cosa anomala è però che detti rimborsi non vadano a consuntivo sulla reale spesa elettorale; bensì su un assurdo parametro dei votanti e delle liste elettorali.
Una finezza degna di Arsenio Lupin è il fatto che per le politiche la sommetta si raddoppia essendoci l’elezione di Camera e Senato! La cosa ancora più diabolica la si raggiunge nel 2006 quando si introduce l’erogazione per tutta la durata della legislatura indipendentemente dalla sua effettiva durata, per cui nel momento che si interrompe rigenera per la tornata successiva un nuovo ciclo di somministrazione ai partiti, senza interrompere la già in atto: nella tabella si nota infatti che nel 2008 la quota di contribuzione raddoppia aggiungendo alle politiche del 2006 (quelle di Prodi) le nuove del 2008 (con l’affermazione di Berlusconi): E IO PAGO!

 

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commenti
  1. […] un attico da 5 mila euro al mese vista San Pietro? Come ho chiarito nel mio precedente post “Contributo ingiusto ai partiti italiani“, la legge n. 2 del gennaio 1997, ha di fatto stravolto in modo completo l’esito del […]

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